Su corrieri e logistica il peso dell’incoerenza di Regione Lombardia

Alla faccia della sicurezza! I vertici di Regione Lombardia vanno quotidianamente in televisione a parlare di mascherine, di distanze da tenere, di cautele da prendere per vincere la battaglia contro il Coronavirus.

Poi però si scoprono decisioni regionali pasticciate e contraddittorie.

 

Logistica indispensabile, ma non per il superfluo

L’ultima denuncia in proposito arriva dai sindacati dei lavoratori della logistica, corrieri e autotrasportatori. È questo un servizio “che svolge un ruolo indispensabile per garantire l’approvvigionamento dei beni primari come i generi alimentari, i medicinali, i prodotti chimico sanitari, i carburanti“, ma da oggi in avanti Regione Lombardia ha deciso diversamente.

 

Un indirizzo assolutamente incoerente

Tra le righe dell’ordinanza che rinnova le restrizioni alla mobilità e impone a tutti l’uso delle mascherine quando si esce di casa, l’amara sorpresa: “Al punto 3 dell’art. 1 c’è infatti la completa liberalizzazione delle consegne a domicilio, senza alcuna distinzione – scrivono i sindacati in un comunicato – tra il recapito di suppellettili e la consegna di mascherine“. Un indirizzo assolutamente incoerente con quanto sempre dichiarato da Regione per di più inserito, quasi di nascosto, in un’ordinanza che è stata presentata come una semplice correzione della precedente.

 

Costretti a lavorare senza protezioni e senza distanze di sicurezza

L’aumento degli ordini a domicilio produrrà inevitabilmente l’intensificazione dell’attività di magazzinaggio e distribuzione dei furgoni – lamentano le rappresentanze sindacali – un sovraccarico che, per la stessa natura del lavoro, non può garantire ai lavoratori la distanza di almeno un metro, tenuto conto che spesso sono i lavoratori a cui le aziende nemmeno forniscono i più elementari dispositivi di protezione individuale.

“Per queste ragioni – concludono Cgil Cisl Uil Lombardia insieme a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti – nelle prossime ore ci mobiliteremo per garantire ai lavoratori coinvolti la tutela della propria salute con tutti i mezzi a disposizione”.

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