Vigilanza sul lavoro, sempre meno ispettori
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Vigilanza sul lavoro, sempre meno ispettori

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Pubblicato il 6 Aprile 2020

E’ una lotta impari quella a cui sono chiamati gli Ispettori del lavoro. Dal 2017 al 2019 sono passati da 2.832 a 2.561. Di questi solo 1.550 svolgono attività ispettiva a tempo pieno; gli altri hanno dovuto i buchi creati nella organizzazione a causa del mancato turn over rispetto ai prepensionamenti di “Quota 100” e ad una pianta organica mai adeguatamente rispettata.

Il risultato? Si riducono i controlli alle aziende e i contributi e i premi recuperati.

I dati sono contenuti  Rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Nel 2019 sono stati recuperati 1,23 miliardi con un calo dell’8,78% rispetto al 2018. Le aziende controllate nell’anno sono state 142.000, in lieve calo rispetto alle 144.000 del 2018. In oltre 99.000 (circa il 70%) sono state rilevate irregolarità.

Sono stati scoperti 356.145 lavoratori irregolari e tra questi 41.544 erano completamente in nero.

In attesa di una campagna più mirata sui fruitori del reddito di cittadinanza, grazie ai controlli degli ispettori del lavoro sono stati scovati 599 lavoratori in nero che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza, anche con accordi illeciti tra azienda e lavoratore, finalizzati a consentire a quest’ultimo l’accesso alla misura di sostegno al reddito grazie alla simulazione dell’interruzione del rapporto di lavoro e alla successiva prosecuzione dell’attività lavorativa in nero.