Intervento del segretario Cisl sulle pagine del Giornale di Brescia

Per chi come noi raccoglie quotidianamente la preoccupazione e la paura di chi deve continuare a lavorare in questo tempo complicato e difficile, la discussione sulla gradualità del ritorno alle attività produttive, su quali settori potranno ricominciare prima o dopo il lockdown, appare davvero abbastanza strana”.

Inizia così l’intervento del segretario generale di Cisl Brescia pubblicato nella pagina Commenti e Opinioni del Giornale di Brescia di questa mattina.

 

NON BASTA UNA VALUTAZIONE TECNICA

“Doveroso che si cominci a ragionarci – scrive Alberto Pluda – ma non per dare superato e archiviato un problema che, sbagliando, si è deciso di trattare come un’ordinaria procedura burocratica. In queste ore, infatti, la Prefettura sta esaminando le oltre 3.000 richieste di deroga al lockdown avanzate dalle più diverse realtà produttive del nostro territorio. E lo fa semplicemente – così ci è stato comunicato in videoconferenza – registrando l’effettiva corrispondenza dei codici Ateco sulla classificazione delle attività economiche”.

 

SEGNALI DI PREOCCUPAZIONE E PAURA

“Limitarsi ad una semplice dichiarazione di avere clienti nella filiera delle attività che il Decreto del Presidente del Consiglio individua come indispensabili – continua il segretario provinciale della Cisl – potrebbe dunque consentire a migliaia di piccole e medie imprese di continuare l’attività. Ma è proprio da questi luoghi di lavoro che arrivano alle nostre categorie dell’industria – metalmeccanici, chimica, gomma-plastica – i segnali più forti di paura e di preoccupazione dei dipendenti, perché è impossibile tenere le distanze secondo le raccomandazioni dalle autorità sanitarie, perché le mascherine non sempre ci sono e quando vengono fornite i lavoratori devono farle durare ben più a lungo di quanto indicato per l’effettiva efficacia di questi dispositivi, perché mancano prodotti disinfettanti.

 

NON SI VANIFICHI IL LAVORO FATTO SUL DECRETO

Sindacati, imprese e Governo hanno fatto un grande lavoro nella limatura del primo elenco di attività escluse dal blocco. Quel passo in avanti non può essere vanificato dal meccanismo delle deroghe”.

 

 

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