Supermercati, chi pensa al rischio contagio per le cassiere?

Non c’è canale televisivo, dall’emittente più sperduta a quelli che coprono l’intero territorio nazionale, che non abbia parlato della cassiera bresciana, dipendente  di un supermercato della città, morta nei giorni scorsi all’età di 48 anni.

Si chiamava Mariagrazia. Una crisi respiratoria l’ha portata via dopo una settimana di febbre alta. Eppure oggi, a soli due giorni dall’accaduto, l’attenzione dei media è già altrove. Ed è doloroso vedere che nessuno senta il dovere di entrare nei supermercati a parlare con chi è chiamato ad andare al lavoro in questi giorni confusi e difficilissimi.

A porre la questione è il Segretario provinciale della Fisascat Cisl, Valter Chiocci, che dopo avere incrociato l’ennesimo servizio tv sull’argomento si è messo al computer e ha mandato una mail alla redazione.

 

L’EMERGENZA CI FACCIA APRIRE GLI OCCHI
ANCHE SUI PROBLEMI
DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

C’è voluta la morte di Mariagrazia per considerare dentro l’emergenza sanitaria anche il problema dei lavoratori del commercio. Bisognerebbe parlare seriamente delle condizioni di lavoro di tantissime donne e mamme che lavorano nella Grande Distribuzione.

Non è mia intenzione fare paragoni con il grande lavoro che sta facendo il personale sanitario, ma i rischi di contagio a cui sono soggetti i dipendenti della maggior parte dei punti vendita sono altissimi:  se vogliono le mascherine se le devono comprare e i direttori, per evitare di urtare la suscettibilità dei clienti non controllano gli ingressi e tutto questo succede anche dove è venuta a mancare Mariagrazia.

A causa di tutto questo, le malattie, oltre che la paura, hanno fatto sì che le assenze tra le lavoratrici crescessero a dismisura, peggiorando una situazione che già prima del virus era complicata per carenze di organico oltremodo imbarazzanti, costringendo chi è rimasto al lavoro a turni estenuanti senza alcuna protezione. Questo è uno dei motivi che ha spinto alcuni marchi della Grande Distribuzione a chiudere sia oggi che domenica prossima. Credo che il Governo debba dare una linea univoca per tutti e non lasciare che la decisione la prendano le singole società.

Non posso qui per ragioni di spazio affrontare il problema delle dipendenti delle imprese di pulizia che lavorano negli ospedali, ma qualcuno dovrà aiutarci a far emergere anche questa drammatica situazione. Le lavoratrici sono fortunate se le mascherine gliele passa l’ospedale, perché le imprese non mostrano di curarsi realmente dell’incolumità delle loro dipendenti.

Valter Chiocci
segretario provinciale Fisascat Cisl Brescia

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