Le Banche si oppongono alla chiusura, ma il pressing sindacale continua

I sindacati avevano chiesto, in ragione dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, la chiusura totale degli sportelli bancari su tutto il territorio nazionale per 15 giorni, ma l’Associazione Bancaria Italiana ha detto no, demandando la decisione alle singole banche.

Su questa linea si sono mossi immediatamente i coordinatori Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin del gruppo Ubi che in una lettera aperta al consigliere delegato Victor Massiah,  chiedono “la chiusura del maggior numero di sportelli possibile, l’accesso controllato e differito della clientela per scoraggiare e ridurre al minimo i rapporti con i dipendenti, limitandolo al vero servizio essenziale e nulla più, e la turnazione più spinta possibile».

Sono troppi – fanno osservare le organizzazioni sindacali – i clienti che si recano ancora oggi in banca per operazioni non urgenti e certamente procrastinabili. Questi comportamenti contribuiscono alla diffusione del virus, al gravissimo rischio di compromettere la salute dei colleghi e anche quella degli stessi clienti irresponsabili.

 

Il comunicato dei sindacati bresciani

Dal canto loro le Segreterie territoriali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Uilca, che rappresentano oltre l’85% dei lavoratori Bancari della Provincia di Brescia, hanno diffuso oggi un comunicato in cui si schierano con il Sindaco di Brescia, Emilio del Bono, che ha chiesto al Governo nazionale e regionale un immediato giro di vite, attraverso la chiusura ulteriore di attività “non strategiche”, tra le quali le banche.
“Dopo i ripetuti appelli – si legge nella nota – auspichiamo in una presa di posizione politica autorevole, perché gli sportelli bancari non possono e non devono diventare potenziali veicoli di contagio per i Dipendenti, i Clienti e tutti i loro familiari”.

 

In campo anche First Cisl Credito Cooperativo

Anche il Coordinamento First Cisl del Credito Cooperativo ha preso posizione con un documento in cui afferma: Il decentramento delle responsabilità verso le realtà territoriali ci vedrà tutti impegnati – nazionali, coordinatori, Rsa – nel difficile compito di pressare da vicino ogni singola Azienda per definire “Protocolli di sicurezza” a tutela e difesa di tutti i lavoratori che stanno sostenendo con grande dignità una prova molto dura”.

 

 

 

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