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‘Cassa integrazione’ per circa 3.700 lavoratori delle cooperative
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‘Cassa integrazione’ per circa 3.700 lavoratori delle cooperative

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Pubblicato il 7 Marzo 2020

Omar Bresciani della Fisascat Cisl e Mauro Scaroni della Cisl Funzione Pubblica hanno preso parte ieri pomeriggio nella sede di Confcooperative ad una importante riunione per l’accesso da parte delle Cooperative Fondo di Integrazione Salariale (FIS-INPS) – una sorta di cassa integrazione – per sostenere il reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza Coronavirus.

Abbiamo firmato, insieme ai colleghi delle altre sigle sindacali, quasi 70 accordi per la richiesta all’INPS dell’attivazione del Fondo – spiega Omar Bresciani – che permetteranno di aiutare più di 3700 persone sull’intero territorio bresciano. Si è compiuto un nuovo passo per tutelare i lavoratori. Rimane ancora tanto da fare però; quindi continuiamo a sensibilizzare Regione, Governo ed associazioni datoriali per accelerare i tempi per l’emanazione dei vari provvedimenti necessari per costruire una via d’uscita alla situazione d’emergenza che stiamo vivendo”.

Nei prossimi giorni i numeri di queste intese e dunque dei lavoratori che ne beneficeranno aumenteranno sicuramente – aggiunge Mauro Scaroni della Cisl Funzione Pubblica – perché già ieri veniva notata l’assenza di significative realtà cooperative del territorio. Una sottolineatura va fatta per il Centro Non Vedenti di Brescia dove la chiusura di tutte le attività educative disposta dalla Regione vede 32 assistenti ad personam impossibilitati al lavoro

Il Centro Non Vedenti è un ente di diritto privato costituito da Provincia di Brescia e Comune di Brescia che offre servizi atti a favorire l’inclusione di alunni non vedenti e ipovedenti nelle istituzioni scolastiche della città e della provincia di Brescia

Il ricorso al FIS – aggiunge Scaroni – consentirà a lavoratrici e lavoratori di continuare a percepire lo stipendio, anche se in forma ridotta: circa l’ 80% del normale compenso”.