Èl blog del dutùr – 120 chilometri (più 60) pieni di domande

Ambulatorio. 10 di mattina. Si presenta una signora, accompagnata dal figlio. Il suo medico di base le ha prescritto un esame diagnostico con la classe di priorità B, vale a dire “prestazione da erogare entro 10 giorni per situazioni passibili di aggravamento in tempi brevi”.

Mentre registro i primi dati della paziente vedo da quelli di residenza che abita a 60 chilometri da qui.

– Mi scusi signora ma perché ha fatto tutta questa strada? Sicuramente ci sono ambulatori più vicini a casa sua”.
– Purtroppo no dottore. Ho chiamato gli ospedali più vicini a dove abito, ma l’unico ambulatorio disponibile per il mio esame era qui.

Riprendo a registrare i dati domandandomi tra me e me come sia possibile costringere dei malati a fare 120 chilometri per ottenere l’esame diagnostico di cui hanno bisogno!
Il figlio che ha accompagnato la madre devi avermi letto nel pensiero perché aggiunge: “E pensi che io ne ho altri 60 di chilometri, tra andata e ritorno, per arrivare a casa di mia madre!”.

Ma la colpa non è dei miei colleghi degli ospedali sul tragitto, troppo pochi rispetto alle esigenze dei pazienti e con liste di attesa ingestibili!

Ascolto la signora e i suoi problemi di salute.
– Mi faccia vedere la documentazione degli esami che ha fatto fino ad oggi…
– Ma dottore, non ho portato niente! Mi hanno detto che col computer lei vede tutta la mia documentazione!

Fantastico.. non sapevo di essere un veggente: c’è una fiducia infinita nelle possibilità informatiche, ed è mal riposta perché non tutto è “nel computer”. Grazie alla memoria del figlio riesco a concludere dignitosamente (spero) la visita fornendo le indicazioni per il collega che l’ha richiesta.

Madre e figlio si rimettono in strada per il rientro. Chissà quante persone sono costrette a fare come loro perché “dove posso fare prima la vista” non coincide con “qui vicino”!

Spero di aver reso un discreto (ma parziale) servizio alla paziente e al suo medico e che percorrere 120 chilometri sia servito a qualcosa. Mi resta il dubbio che, con una organizzazione diversa, i soldi del Servizio Sanitario Nazionale, e quelli della signora, potevano essere spesi meglio.

Angelo Cinelli
segretario generale Cisl Medici Brescia

 

 

Con la parola BLOG si definisce una sorta di diario online in cui l’autore pubblica pensieri, opinioni, riflessioni e considerazioni.
Angelo Cinelli è dirigente medico dell’Istituto Maugeri di Lumezzane. L’esperienza professionale, la conoscenza diretta dei problemi della sanità e il confronto con i colleghi sono all’origine di queste pagine.

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