Giorno della Memoria. Non dimenticare per costruire un futuro migliore

Tornano stasera ad accendersi le fiaccole della manifestazione che sindacati bresciani e associazionismo partigiano organizzano ogni anno per il Giorno della Memoria. Si parte alle 17,30 dal cortile delle Scuole Elementari “Cesare Battisti” in via Trento, 35, con un semplice striscione ad aprire la fiaccolata: “Non c’è futuro senza memoria”.

 

“Perché dobbiamo far tesoro della memoria – afferma Mariarosa Loda della Segreteria provinciale della Cisl – e respingere la tentazione di rimanere indifferenti verso l’odio, la violenza, le ingiustizie e la sofferenza. Non dobbiamo anestetizzare le coscienze e accettare una morale comune sempre meno ferma e determinata nel respingere questi atteggiamenti! Non dimenticare serve a costruire un futuro migliore”.

 

DA VIA TRENTO A VIA VENETO

Il percorso della fiaccolata attraversa il Quartiere di Borgo Trento ed ha come meta Piazza Militari brescinai caduti nei lager, in via Veneto. Qui sono previsti gli interventi di Antonio Trebeschi – nipote di Andrea Trebeschi che morì nel sottocampo di Gusen nell’Alta Austria dopo essere stato rinchiuso nelle carceri di Verona e nei campi di Dachau in Germania e Mauthausen in Austria – e di Anna Milani.

 

APPUNTAMENTO NELL’AUDITORIUM CISL IL 5 FEBBRAIO

Il 5 febbraio, sempre nell’ambito delle celebrazioni collegate al Giorno della Memoria, è in programma nell’Auditorium della Cisl lo spettacolo teatrale “L’Austriaca”, con la partecipazione degli studenti di alcune classi delle Scuole superiori cittadine.
Una proposta della Cisl con il Coordinamento Donne dell’organizzazione e quello della Federazione Pensionati.

 

A TIGNALE LA 55ESIMA PIETRA D’INCIAMPO

Oggi a Tignale viene posta la 55esima “pietra d’inciampo” della nostra provincia, a ricordo di un ebreo che venne deportato e ucciso nei campi di concentramento. Altri 6 di questi “monumenti minimi” sono stati posati a Ghedi e 3 a Cevo lo scorso  17 gennaio.

Le “pietre d’inciampo” sono frutto di un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

Si tratta di piccoli blocchi di pietra ricoperti da una lastra di ottone sulla quale sono incisi i dati biografici essenziali di una persona uccisa dalla violenza nazista e fascista: nome, anno di nascita, la data e l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. La pietra viene collocata nel marciapiede davanti alla casa della vittima, così che chiunque può “inciamparvi” per caso e fermarsi a pensare.

 

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