La Cisl e la scuola di Barbiana. Un convegno con Ichino, Burberi e Lauria

Il senso di don Lorenzo per il sociale. E’ il titolo del convegno promosso dalla Cisl di Brescia, in programma giovedì 30 gennaio 2020, alle ore 16, nell’Auditorium della sede sindacale provinciale di via Altipiano d’Asiago, 3.

 

Scarica l’invito al convegno

 

L’incontro prende spunto dalla pubblicazione del volume Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana. Don Milani e il mondo del lavoro che Francesco Lauria, formatore del Centro Studi Cisl, ha curato per Edizioni Lavoro. A Fiesole, sobborgo di Firenze, ha sede dal 1953 la scuola nazionale di formazione della Cisl; Barbiana è la piccolissima parrocchia dell’Appenino Toscano in cui dal 1954 al 1967 don Lorenzo Milani, allontanato da Firenze dalla gerarchia ecclesiale del tempo, ha dato vita ad una straordinaria esperienza educativa con i bambini e i ragazzi della zona.

 

UN RAPPORTO BASATO SU UNA PRECISA VISIONE DEL MONDO

La passione per il sociale, l’impegno per il sapere come strumento di dignità e di libertà, la battaglia per la giustizia e l’equità, il dovere di uno sguardo di lungo respiro per la costruzione del bene comune, hanno alimentato il rapporto a cui fa riferimento il titolo del volume.

 

COSA HA DA DIRE DON MILANI AL NOSTRO TEMPO?

Coordinati dal giornalista Massimo Lanzini ne discutono: Agostino Burberi, allievo di don Milani e per tanti anni sindacalista Cisl; il curatore del volume; Pietro Ichino, giurista, politico e scrittore Quest’ultimo ha dedicato all’incontro con don Lorenzo alcune intense pagine del suo ultimo libro, La casa nella pineta, raccontando di come la sua famiglia accoglieva a Milano il sacerdote e i suoi ragazzi e di come quella vicenda sia diventata un imprinting indelebile per la sua vita.

Ad aprire i lavori è Alberto Pluda, segretario provinciale della Cisl, mentre le conclusioni sono affidate a Ugo Duci, segretario generale della Cisl Lombardia.

 

BARBIANA NON SI RIPETE, SI PUO’ IMITARE

“Barbiana – si legge nell’invito al convegno- è unica e imitabile. È per questo che ne parliamo ancora oggi ed è più famosa di cinquant’anni fa. Non si può ripetere Barbiana. […] Ma si può cercare di […] seguire i suoi principi. […] Cercare di applicarli a contesti che non possono che essere profondamente diversi”.

 

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