Cura degli anziani: non sia solo un business

Il Giornale di Brescia pubblica nell’edizione di questa mattina un articolo del coordinatore Fnp Brescia città, Angelo Galeazzi, con alcune riflessioni sui grandi investimenti privati nel mercato dei servizi di cura e di assistenza agli anziani da cui derivano inevitabilmente domande impegnative sulle strategie pubbliche di fronte alla crisi del welfare e la necessità di servizi differenziati. “Cura degli anziani: non sia solo un business” è il titolo scelto dal quotidiano .

 

Viviamo più a lungo, ed è una grande conquista che i mass media celebrano e raccontano con giusta enfasi, immersi però – scrive Galeazzi – in un contesto di relazioni sociali sempre più complicate e sempre più fragili. Basta davvero pochissimo per trasformare la vecchiaia in una vorticosa crescita di bisogni. Ce ne stiamo preoccupando? La politica ha messo a tema il problema? Rispondere di no è da qualunquisti, ma ciò che inquieta è la disomogeneità degli interventi, la frammentarietà, la mancanza di visione”.

 

UNA STRATEGIA PUBBLICA

La riflessione sottolinea la necessità che il sistema degli interventi pubblici per gli anziani sappia confrontarsi con la rete che i privati vanno via via rafforzando. Nessuna crociata, aggiunge il sindacalista, ma una risposta progettuale in cui la “politica, con il contributo della rappresentanza sociale che opera nella terza età” sappia “pensare e proporre al privato una alleanza da cui far scaturire risposte ai bisogni di accompagnamento, di cura e di assistenza degli anziani”, puntando alla “differenziazione della risposta in base al grado di autonomia della persona”.

 

RUOLI E COMPETENZE IN DIALOGO

La grande richiesta di umanità che viene dal mondo degli anziani riguarda proprio la risposta intermedia tra piena salute e autosufficienza compromessa: è uno spazio da riempire con idee e contenuti nuovi, facendo tesoro delle esperienze che ci sono ma senza importare da chissà dove risposte preconfezionate. L’obiettivo è il dialogo tra ruoli e competenze sociali e istituzionali per una progettazione strategica che metta in parallelo, possibilmente in sinergia, risposta pubblica e intrapresa privata”.

 

 

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