Appalti scolastici: dalla padella alla brace. 173 rischiano di perdere lavoro
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Appalti scolastici: dalla padella alla brace. 173 rischiano di perdere lavoro

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Pubblicato il 15 Dicembre 2019

Nell’edizione di ieri il quotidiano Bresciaoggi ha pubblicato una notizia sui lavoratori degli appalti scolastici che cominciava così: “Settemila lavoratori in Italia, 340 in Lombardia, 173 a Brescia stanno per essere licenziati. E a licenziarli – denunciano i sindacati – non sarà la solita multinazionale, sarà lo Stato”.

La “colpa” è del Decreto Scuola in cui si stabilisce che i servizi di pulizia e ausiliariato nelle scuole non saranno più appaltati all’esterno e che i lavoratori verranno assunti tramite concorso. I sindacati sottolineano che la strada è quella giusta visto che le condizioni di lavoro offerte dalle cooperative che si aggiudicavano gli appalti finiva sempre per penalizzare i lavoratori, ma i requisiti richiesti dal concorso ne escludono in partenza un gran numero.

 

IL PROBLEMA DEI REQUISITI E DEL NUMERO DI POSTI A CONCORSO

Per essere assunti il Decreto stabilisce che i candidati devono avere un periodo pregresso di 10 anni (davvero eccessivo per chiunque abbia avuto esperienza di lavoro negli appalti pubblici) e la licenza di scuola media (che i lavoratori anziani, per il 90% donne, non hanno).

Inoltre Il concorso è stato bandito per 11.263 posti, ma oggi a garantire i servizi di pulizia e ausiliariato nelle scuole ci sono 16.000 lavoratori. Per la nostra provincia il bando di concorso assegna 41 posti a tempo pieno e 242 a parziale. Ciò significa che in base ai requisiti del bando potrebbero restare senza lavoro in 173.

 

CUCCECCO (CISL): GRAVE IL SILENZIO DEL GOVERNO

Il Governo – ha dichiarato il segretario confederale della Cisl Andrea Cuccello – sta perdendo tempo nell’avviare i tavoli di confronto interministeriali per trovare una soluzione che non generi un confine tra salvati e sommersi. Ma noi vogliamo risposte concrete sull’occupazione per tutti, e siccome questo non sembra essere un capitolo meritevole di attenzione da parte dell’Esecutivo, continueremo ad insistere con forza”.