A 50 anni dalla strage di Piazza Fontana: i giovani si interrogano

Convegno Cgil Cisl Uil questa mattina a Milano nell’ambito delle iniziative per il 50° anniversario dell’attentato terroristico di Piazza Fontana. Era presente anche Alberto Pluda, segretario generale della Cisl di Brescia che vuole essere parte attiva del progetto di memoria sul quinquennio 1969-1974 in ricordo delle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia intitolato: La stagione inquieta della Repubblica, la risposta democratica alle stragi.

 

STUDENTI IN DIALOGO CON I TESTIMONI E CHI RACCOGLIE LA LORO MEMORIA

Protagonisti del convegno sindacale sono stati i giovani di tre scuole superiori milanesi che hanno dialogato con chi, per diverse ragioni, è rimasto coinvolto dalla strage che il 12 dicembre 1969 provocò 18 vittime e 88 feriti e cambio la storia del Paese: la giornalista e storica Benedetta Tobagi; il presidente dell’Associazione familiari delle vittime di Piazza Fontana Carlo Arnoldi (che nell’attentato di 50 anni fa perse il padre Giovanni, allora 42ene), il presidente dell’Anpi di Milano Roberto Cenati; il magistrato Armando Spataro; l’ex segretario generale nazionale della Uil Giorgio Benvenuto.

L’incontro con gli studenti è stato introdotto, a nome di Cgil, Cisl e Uil, dal segretario della Cisl milanese Carlo Gerla. Per il Comune è, invece, intervenuto il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè.

 

 

PIAZZA FONTANA E PIAZZA LOGGIA: STORIA DI DEPISTAGGI E OMISSIONI

Quella di Piazza Fontana è una delle pagine più tristi della storia repubblicana. E’ una storia di depistaggi, di ritardi nei processi, di manomissioni alle indagini da parte di corpi deviati dello Stato e delle forze dell’ordine e da esponenti delle istituzioni che arrivavano direttamente dal fascismo. Inizialmente la strage fu addebitata al mondo degli anarchici (in particolare finirono nel mirino degli inquirenti Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli, quest’ultimo morto in circostanze misteriose precipitando da un ufficio della Questura milanese), ma negli anni successivi si capì che dietro quella bomba (e altre in quegli anni) c’erano i neofascisti. .

Dopo una lunghissima storia processuale non si è arrivati ad una sentenza di colpevolezza giuridica, ma nel 2005 la Cassazione ha certificato la verità storica: ad organizzare ed eseguire l’attentato fu l’organizzazione dell’estrema destra veneta Ordine Nuovo.

 

 

 

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