La contrattazione di secondo livello cresce e si allarga. Il 55% si fa al Nord

La contrattazione di secondo livello cresce, cambia e si evolve e si allarga, sempre di più, alle aziende di piccole e medie dimensioni. A documentarlo è il quinto Rapporto sulla contrattazione di secondo livello dell’Ocsel-Cisl che è stato presentato questa mattina a Roma (foto).

Il Rapporto ha preso in esame un campione di 2182 accordi del biennio 2017/2018. Lo scenario che emerge dallo studio è quello di mercato del lavoro sempre più complesso e articolato, nel quale la contrattazione di secondo livello molto spesso anticipa la legislazione, offrendo soluzioni immediate e innovative ai bisogni dei lavoratori.

La contrattazione decentrata non è più un’esclusiva delle grandi aziende e non si identifica più solo nel manifatturiero ma anche nei servizi. Resta un marcato squilibrio territoriale che vede la contrattazione aziendale diffusa nel nord (55% del totale) e nel centro (20%), mentre quella nel sud del paese rappresenta solo il 2%.

Salario (presente nel 51% degli accordi) e welfare (38%) sono i capitoli più trattati dalla contrattazione aziendale, ma prendono rilievo anche le questioni della partecipazione, le politiche di bilanciamento tra i tempi di vita e di lavoro e lo smart working.

Particolarmente significativo il capitolo formazione nella contrattazione decentrata, una risposta alla domanda di tutela dell’occupazione a fronte delle trasformazioni in atto nel mercato del lavoro e della transizione tecnologica e ambientale che rischiano di rendere obsoleti un numero crescente di lavoratori.

 

 

 

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