Che fine ha fatto lo “ius soli”? L’ANOLF al convegno di #ioaccolgo

ANOLF Brescia ha partecipato ieri, nel Centro culturale islamico di Brescia all’incontro promosso dal Comitato territoriale di Brescia #ioaccolgo (nella foto la coperta termica dei migranti raccolti in mare, simbolo della campagna) intitolato: “Che fine ha fatto lo Ius soli?”.

Marina Berlinghieri, parlamentare bresciana del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione sulle politiche europee, ha introdotto i lavori ricordando che l’iter parlamentare sul riconoscimento della cittadinanza si è purtroppo interrotto ed occorre riprendere un’azione di sensibilizzazione e coinvolgimento dei parlamentari affinché il tema ritorni al centro del dibattito politico. Aranna Carminati e Alberto Guarisco, hanno affrontato il tema dal punto di vista del Diritto costituzionale e delle controversie in materia di discriminazioni.

 

NASCERE IN ITALIA ED ESSERE CONSIDERATI STRANIERI

Chi nasce nel nostro paese da genitori extracomunitari è considerato straniero! Si tratta dei ragazzi definiti “seconde generazioni”, stranieri per legge, ma non di fatto, perché è questo (spesso) l’unico paese che conoscono e l’italiano è la lingua che meglio sanno parlare. Nel 1992 fu varata la legge sulla cittadinanza attualmente in vigore basata sullo “ius sanguinis”( cioè l’acquisizione della cittadinanza per il fatto della nascita da un genitore o con un ascendente in possesso della cittadinanza), oggi prevale, invece la componente dello” ius soli” (cioè l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei bambini nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese) e dello “ius culturae” (cioè la possibilità di acquisizione della cittadinanza, su istanza del genitore, da parte del minore che abbia frequentato un corso di istruzione primaria o secondaria o un percorso di istruzione o formazione professionale).

 

PUNZI (ANOLF): ITALIANI, E BASTA!

“Oggi i minori stranieri sono oltre un milione – sottolinea Giovanni Punzi, presidente di ANOLF – e più della metà ha meno di 8 anni. La grande maggioranza è nata in Italia o vi è arrivato senza memoria del paese di origine dei genitori. Nelle prime classi elementari oltre un bambino su dieci è “straniero”, anche se conosce solo l’Italia, ha frequentato solo scuole italiane, viene formato da insegnanti italiani sulla storia, la geografia e la cultura italiana”.

 

RIMANDATELI A CASA LORO? MA SE SONO NATI IN ITALIA!

Da condizione rara, l’ingresso in prima elementare di bambini considerati stranieri seppur nati in questo paese è diventata una condizione comune. Nasce da qui il tema del ripensamento della legge sulla cittadinanza, “dibattito fortemente condizionato – aggiunge Punzi – dalla strumentalizzazione politica. Ma non possiamo non chiederci: possibile anche nei confronti dei bambini nati in Italia e che frequentano le scuole con i nostri figli, si continui a ripetere la banalità del ‘rimandiamoli a casa loro’? Ma se sono nati e vivono in Italia, la loro casa è questa!”.

 

QUALCHE NUMERO PER CAPIRE DI COSA SI PARLA

Seconde generazioni

• 1.065.811 i giovani figli d’immigrati che hanno meno di 18 anni (Fonte ISTAT)
• 72.096 i nuovi nati nel 2018
• 971mila i figli di stranieri nati in Italia tra il 1993 e il 2019
• 72% dei minori con cittadinanza straniera e nata in Italia di cui: 93,5% nella fascia di età da 0 a 5 anni, 24% nella fascia di età da 14 a 17 anni, 89% tra i figli dei cinesi
• I Paesi di origine dei figli d’immigrati maggiormente presenti in Italia: Cina, Filippine, Albania, Marocco, Perù, Ecuador, India, Romania, Ucraina, Moldavia.

Le seconde generazioni a scuola

• Nell’anno scolastico 2018/2019 gli studenti stranieri presenti in Italia sono circa 815.000
• Scuola primaria 36,5 % nell’anno scolastico 2018/2019
• Nella scuola dell’Infanzia gli allievi con cittadinanza non italiana rappresentano, sul totale degli allievi, una quota stabilmente vicina al 10%
• Nel 2018/2019 gli studenti stranieri presenti nella scuola secondaria di II grado sono circa 188.000
• In Lombardia il più alto numero di studenti stranieri (203.979), l’Emilia Romagna la regione in cui incidono maggiormente (quasi il 16% degli studenti non ha la cittadinanza italiana).

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