La Cisl con il Comune in un progetto per i giovani Neet

Gli ultimi dati ISTAT dicono che nel Bresciano è il 14% dei giovani ad appartenere alla categoria dei cosiddetti Neet, cioè i giovani che né lavorano né studiano. Anche se il dato è migliore della media lombarda (15,1%) e ben al di sotto di quella italiana (23,4%), il fenomeno merita una costante attenzione.

In questa prospettiva il segretario generale della Cisl provinciale, Alberto Pluda, ha sottoscritto (foto) un protocollo operativo di partnership con il Comune di Brescia per la realizzazione del progetto “We NEET to meet you” che si propone di “accompagnare i giovani in un processo di riappropriazione della propria indipendenza e rappresentazione di sé come cittadini attivi, promuovendo capacità e abilità in vari ambiti: formazione, lavoro, socialità, solidarietà. L’obiettivo, inoltre, è anche quello di sviluppare un’azione di utilità sociale sui territori e nelle comunità, attraverso il coinvolgimento attivo dei giovani in processi di risignificazione e cambiamento”.

Il contributo della Cisl bresciana alla operatività del progetto si concretizzerà attraverso lo Sportello Lavoro.

 

GEMELLAGGIO OPERATIVO TRA BRESCIA E BOLOGNA 

Il programma di lavoro è stato presentato all’ANCI, l’associazione nazionale dei Comuni, nell’ambito di un bando specificatamente dedicato a proposte per la creazione di esperienze progettuali di gemellaggio fra amministrazioni pubbliche per lo sviluppo e la diffusione di interventi di innovazione sociale giovanile. Per “We NEET to meet you” il Comune di Brescia si avvarrà di quanto sperimentato fino ad oggi dal Comune di Bologna.

 

AVERE CONSAPEVOLEZZA DEGLI EFFETTI SOCIALI DEL FENOMENO

Il progetto – si legge nel testo sottoscritto dalla Cisl Brescia – supera una lettura puramente statistica del fenomeno dei Neet, che rileva semplicemente la non presenza del giovane in circuiti di formazione e lavoro. Ciò che genera disagio sociale e rischio di esclusione, non è l’essere fuori dai circuiti della formazione o non avere un lavoro, ma il non entrarci per i motivi più vari. L’essere Neet, per il progetto, non è dunque almeno inizialmente una condizione identitaria ma una condizione esistenziale contingente e transitoria, più o meno persistente, vissuta dai protagonisti con scarsa consapevolezza degli effetti sociali (esclusione, marginalità) e personali (disagio, scarsa fiducia, depressione)”.

Oltre a quello della Cisl, il progetto vedrà il coinvolgimento, tra gli altri, anche di Aib, Confcooperative e IAL Lombardia.

 

 

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