Appello della filiera costruzioni: sbloccate almeno il già finanziato

Si è svolta questa mattina la manifestazione degli operai e degli impiegati della filiera delle costruzioni. Scenario della protesta un cavalcavia sulla statale 36, tristemente famosa per il crollo di un ponte sulla carreggiata che causò morti e feriti.

Più di 500 i lavoratori che hanno partecipato all’iniziativa, nell’ambito di una mobilitazione nazionale promossa da Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil, per sollecitare le istituzioni a programmare la manutenzione preventiva delle opere, dei viadotti, dei ponti e delle strade.

 

SI SBLOCCHINO I FINANZIAMENTI GIA’ APPROVATI

Non chiediamo l’aumento delle risorse economiche da investire – ha spiegato Angelo Ribelli (primo a sinistra nella foto), segretario generale Filca Cisl Lombardia – chiediamo lo sblocco dei finanziamenti già approvati”.

Ad oggi, e la cosa ha dell’incredibile, solo il 6% dei finanziamenti stanziati, sono stati spesi per realizzare le opere pubbliche in lista d’attesa, interventi che riguardano lo sviluppo della rete ferroviaria, il collegamento dei porti e Aeroporti con la rete ferroviaria nazionale, l’implemento delle opere infrastrutturali dei mezzi pubblici nelle città, il completamento di alcune opere stradali come l’Autostrada Pedemontana Lombarda, dal raddoppio di alcuni tratti ferroviari in Regione Lombardia. Un nutritissimo elenco di cantieri dai quali dipende lo sviluppo sociale ed equilibrato di un Paese, in un’economia circolare che sia compatibile con l’ambiente.

 

IN REGIONE UN INCONTRO INTERLOCUTORIO

Ieri l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Alessandro Mattinzoli, ha incontrato la delegazione sindacale lasciando in queste ultime la sensazione di un dialogo estremamente interlocutorio. L’assessore ha proposto di proseguire il confronto in sede tecnica per individuare eventuali convergenze da definire.

 

PENSIONI, EVASIONE FISCALE, CODICE DEGLI APPALTI E MOLTO ALTRO

Le manifestazioni nelle 100 piazze d’Italia sono state realizzate anche per richiedere una vera politica industriale del settore, una riforma previdenziale che riconosca che non tutti i lavori sono uguali ai fini dell’accesso pensionistico, un contrasto all’elusione contrattuale, all’evasione fiscale e al lavoro nero, una corretta applicazione del contratto nazionale edilizia in cantiere, una “contro riforma” del codice degli appalti che privilegi l’offerta economicamente più vantaggiosa e non scarichi sulle condizioni reali dei lavoratori la concorrenza sleale tra imprese.

 

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