Flavia Bolis, testimonianza sempre viva. Un progetto per la sua Africa

Un gruppo di amici di Flavia Bolis, giornalista bresciana scomparsa due anni fa, il 16 novembre del 2017, dopo avere a lungo lottato contro il tumore, ha deciso di ricordarla raccogliendo fondi per la creazione in un villaggio della Costa d’Avorio di un centro di dialisi e un laboratorio di produzione di farmaci dedicati a questi malati. Flavia aveva vissuto diversi anni in Africa realizzando in Burundi, con il marito farmacista, Pino Pellegrino, un laboratorio di produzione di farmaci per assicurare cure a chi ne aveva bisogno e per gli ospedali di una vasta area geografica che non potevano sostenere i costi della farmacologia occidentale.

Collaboratrice prima di Bresciaoggi e poi del Giornale di Brescia (in alto l’articolo che presenta la raccolta fondi del nuovo progetto), Flavia era molto impegnata anche con le Acli provinciali e con l’Associazione Mandacarù.

 

FLAVIA E LA CISL BRESCIANA

La Cisl di Brescia – dando continuità a livello territoriale alla campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Cisl nazionale nell’aprile del 2004 –  accompagnò quel progetto con qualche iniziativa, decidendo poi di pubblicare periodicamente nel sito la corrispondenza di Flavia dal cuore dell’Africa: scritti sulla vita di tutti i giorni, sulle difficoltà di una terra martoriata dalla guerra, sulle donne che aiutava nel loro percorso di emancipazione, sull’invadenza predatoria delle multinazionali.

 

 

 

L’iniziativa degli amici di Flavia ha come titolo “Una buona semina” e si concretizzerà venerdì 15 novembre negli spazi della parrocchia di S. Maria in Silva a Brescia.

 

 

 

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