Metalmeccanici: fermare le crisi e rilanciare il settore

Sono più di 500mila i lavoratori metalmeccanici lombardi che oggi scioperano per due 2 ore nell’ambito dell’agitazione proclamata a livello nazionale, da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. L’obiettivo è sollecitare imprese, Governo e Parlamento ad intervenire sulle crisi industriali e occupazionali, rilanciare gli investimenti pubblici e privati, attuare la riforma degli ammortizzatori sociali e rafforzare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

 

LOMBARDIA IN SOFFERENZA

La Lombardia metalmeccanica è in forte sofferenza per via del rallentamento della Germania, della frenata del settore automotive e della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina che mina la ripresa produttiva. Fattori che si traducono in 16.502 lavoratori coinvolti dalla crisi (+71% rispetto ai primi sei mesi del 2018), e in un’impennata pari al 189%, dei licenziamenti collettivi”.

Fim, Fiom e Uilm sottolineano la necessità di investire nella transizione industriale per fermare la chiusura di stabilimenti  e sulle persone che lavorano, valorizzando le loro competenze, rafforzando il diritto alla salute e sicurezza e migliorando le condizioni di lavoro attraverso l’innovazione.

 

AL VIA LA TRATTATIVA SUL CONTRATTO

Lo sciopero guada anche all’avvio della trattativa, il 5 novembre, per il rinnovo del contratto nazionale: deve essere l’occasione – ribadiscono i metalmeccanici della Cisl – per rilanciare le relazioni industriali e dare una spinta decisiva a tutto il settore.

Etichette: nessuna etichetta