End of waste, approvata la norma che sblocca il riciclo dei rifiuti industriali

Le Commissioni congiunte Industria e Lavoro del Senato hanno approvato una norma sul cosiddetto “end of waste” – il processo di cessazione della qualifica di rifiuto grazie al quale uno scarto smette di essere tale e acquisisce la denominazione di vero e proprio prodotto – inserita nel Decreto sulle crisi aziendali che consente di superare quanto stabilito da un provvedimento del precedente Governo che di fatto bloccava gli impianti più virtuosi e rischiava di far finire in discarica tonnellate di materiali. In base alla nuova norma saranno le Regioni a rilasciare o rinnovare le autorizzazioni ad operare alle aziende.

 

REBONI (CISL): OCCORRE CONIUGARE ECOLOGIA E CRESCITA ECONOMICA

Nel bresciano sono 120 le aziende che si occupano del recupero dei rifiuti industriali, con un importante ricaduta occupazionale, e da Brescia era partito l’allarme sugli effetti paradossali del primo decreto.

Proprio per questo – commenta Paolo Reboni della Segreteria provinciale della Cisl – anche noi ci siamo mossi, per correggere gli errori del primo decreto e dare prospettiva ad un sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti industriali che coniuga ecologia e crescita economica, salvaguardia ambientale e lavoro di qualità, riduzione dei rifiuti e competitività energetica”.

 

UNA BANCA DATI SULLE AUTORIZZAZIONI

D’ora in poi, in mancanza di direttive specifiche da parte dell’Unione europea o di decreti nazionali, le Regioni potranno provvedere caso per caso ad adottare le necessarie misure ai fini della dichiarazione del processo di “end of waste”. Ciò significa che, per una tipologia di rifiuto che non rientra nelle classiche categorie della differenziata (quali plastica, alluminio, vetro, carta…), non servirà un apposito decreto ministeriale per autorizzare il processo di cessazione della qualifica di rifiuto, ma la decisione della sola autorità regionale.

La nuova norma prevede inoltre la creazione presso il Ministero dell’Ambiente di una task force per i decreti ministeriali caso per caso e la realizzazione di una banca dati nazionale sulle autorizzazioni che vengono rilasciate e quelle che man mano dovranno adeguarsi in fase di rinnovo o riesame. In questo modo allo scadere delle autorizzazioni degli impianti non si correrà il rischio di avere il blocco delle attività di recupero.

Etichette: nessuna etichetta