Rifiuti industriali riutilizzabili: intesa per un emendamento al decreto

Buone notizie per le 120 aziende bresciane per il recupero dei rifiuti industriali che a causa di un Decreto del precedente Governo rischiavano di non vedere rinnovata la loro autorizzazione con effetti disastrosi per il lavoro e per l’ambiente. La questione è quella dell’ end of waste (la fine dei rifiuti, quando cioè un rifiuto trattato smette di essere tale e diventa materiale riutilizzabile): nel bresciano si tratta di 2,5 milioni di tonnellate di materiali che rischiavano di finire in discarica.

L’allarme era partito proprio da Brescia: si sono mossi gli industriali, si è mosso il sindacato, si sono mosse le istituzioni. Ora sembra che una soluzione sia stata individuata e ne ha fatto oggetto di una dichiarazione il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.

 

 “C’è la convergenza di tutte le forze parlamentari di maggioranza sull’emendamento al decreto Salva Imprese che regolamenta finalmente l’economia circolare nel nostro Paese. Ora si proceda velocemente all’approvazione, si dia finalmente una normativa chiara sull’End of Waste per dare risposte a centinaia d’imprese che operano nelle nuove tecnologie verdi.

Va costruito un percorso che coniughi ecologia e crescita economica, salvaguardia ambientale e lavoro di qualità, riduzione dei rifiuti e competitività energetica.

Seguire criteri di sostenibilità, di riutilizzo degli sprechi, di riduzione dello scarto nei cicli produttivi, è una priorità ambientale e morale, ma anche una indiscutibile esigenza economica. Tanto più nel nostro Paese, che vanta eccellenze senza pari nel segmento delle economie circolari, ma in cui tante potenzialità restano ancora compresse a causa dell’assenza di una adeguata normativa in materia e di sufficienti investimenti. Servono vere leve di sviluppo, affiancate da una nuova e aggiornata regolamentazione.

Ora che finalmente si è deciso di colmare questa lacuna non bisogna perdere tempo: si proceda all’approvazione dell’emendamento e si mettano in campo risorse vere, capaci di dare prospettiva a tante aziende e di generare migliaia di posti di lavoro che rendono possibile un modo nuovo di intendere la produzione e occupazione, la crescita e il rispetto dei nostri ecosistemi nelle nostre comunità”.

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