Disoccupazione scesa al 9,5%. Ma l’occupazione ha smesso di crescere
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Disoccupazione scesa al 9,5%. Ma l’occupazione ha smesso di crescere

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Pubblicato il 30 Settembre 2019

Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, la disoccupazione in Italia è scesa al 9,5%, il livello più basso degli ultimi otto anni. Cala anche di 1,3 punti percentuali la disoccupazione giovanile (riferita alla fascia d’età tra i 15 e i 24anni) portandosi al 27,1%. Tornano però a crescere il numero delle persone che non hanno un lavoro né lo cercano: tra i 15 e i 64 anni, gli inattivi sono aumentati di 73 mila unità.

Guardando al tipo di occupazione c’è una crescita dei dipendenti, soprattutto permanenti (+27 mila); diminuiscono invece gli indipendenti (-33 mila).

 

LIVELLI PRE CRISI?
MANCANO 550 MLIONI DI ORE LAVORATE

Un mix di dati che la Cisl sottolinea in una dichiarazione del segretario generale aggiunto Luigi Sbarra: “Positivo e importante il calo ulteriore del tasso di disoccupazione ed il proseguimento dell’inversione di tendenza tra rapporti a tempo indeterminato e rapporti a termine, con i primi che da mesi hanno ripreso a salire, mentre i secondi calano. Al tempo stesso non si può non sottolineare che continuano ad aumentare gli inattivi e che negli ultimi tre mesi l’occupazione ha smesso di crescere”.

Il dato vero è che mancano ancora all’appello 550 milioni di ore lavorate per poter dire di essere tornati ai livelli pre crisi.

 

L’ATTENZIONE SI SPOSTA SULL’AZIONE DI GOVERNO

La questione centrale – si legge ancora nella nota della Cisl – è quella del rilancio degli investimenti per una crescita improntata allo sviluppo sostenibile, misure che aiutino a far ripartire i consumi con una forte riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, il taglio delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione, lo sblocco dei cantieri ed un piano di assunzioni nel Pubblico Impiego.

Ma vanno anche rifinanziati gli ammortizzatori sociali in scadenza per le aree di crisi complesse, i piani di risanamento complessi e le cessazioni di attività ed avviato il potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive“.