Indicatori di crisi all’insù nel 47° Rapporto Fim Cisl Lombardia

Si impennano cassa integrazione e licenziamenti nell’industria metalmeccanica lombarda. Tra gennaio e giugno 2019 le aziende metalmeccaniche interessate da processi di crisi sono state 375 (259 nel semestre precedente), 16.502 i lavoratori (9.647 nel periodo precedente), 1.226 i licenziamenti (erano stati 423). E’ quanto emerge dal 47° Rapporto sulle situazioni di crisi dell’Osservatorio della Fim Lombardia

Tra i territori maggiormente coinvolti dalla crisi c’è anche Brescia in cui l’insieme degli indicatori passa dal 5,59% al 10,11%.

Dati peggiori li ha fatti registrare Milano (41,91% era 32,8% nel 2° semestre 2018), Lecco (13,30% era 8,57%), Monza Brianza (12,90% era 18,16%).

Sono tutti segnali preoccupanti per la prospettiva industriale e occupazionale – rilevano dalla sede regionale dei metalmeccanici della Cisl – anche considerando che in diverse situazioni si sta arrivando al termine della disponibilità degli ammortizzatori sociali conservativi. Il rallentamento dell’economia tedesca rischia poi di comprimere il nostro export, che è fatto per buona parte dai prodotti delle imprese metalmeccaniche della Lombardia specializzate in semilavorati, macchine utensili e componentistica per l’automotive.

Le trasformazioni che stanno investendo il mondo delle imprese metalmeccaniche, e più in generale il sistema della manifattura – conclude la Fim Cisl regionale – impongono scelte che devono essere in grado di rispondere alla necessità di crescita dei settori strategici attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno all’occupazione, ai salari e alla domanda interna.

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