Scuola, materie scientifiche e sostegno senza docenti

Brescia, vuote 1.500 cattedre: graduatorie esaurite per gli insegnanti di sostegno. Mancano docenti per matematica e materie scientifiche“. Sono titolo e sommario dell’articolo pubblicato nei giorni scorsi nelle pagine bresciane del Corriere della Sera.

Le nuove regole sui pensionamenti – ha scritto il quotidiano – hanno complicato il quadro, andandosi a sommare a problemi che si trascinano da anni. Il primo dei quali, ancora una volta, andrà a penalizzare i più deboli: le graduatorie degli insegnanti di sostegno sono infatti ridotte da tempo ai minimi termini e di personale nuovo non ne arriva. Risultato, gli oltre 300 posti a disposizione nel sostegno alle scuole medie (la secondaria di primo grado) pescano da graduatorie esaurite, e lo stesso avviene per i quasi 100 posti di sostegno a disposizione per le scuole superiori. Un po’ meglio va alla primaria, dove per i sessanta posti di sostegno c’è un contingente di oltre un centinaio di persone”.

 

MILLE IMMISSIONI IN RUOLO, MA CON GRANDI VUOTI PER LE MATERIE SCIENTIFICHE

Utilizzando i dati forniti dalla Cisl Scuola di Brescia, il giornale fornisce anche altre il quadro sulle immissioni in ruolo: “Oltre al sostegno (circa 450 posti a disposizione nel complesso), le immissioni in ruolo che dovranno essere fatte in provincia sono più di un migliaio: 600 alle superiori, 350 alle medie, 142 alla primaria, 15 nelle scuole dell’infanzia. Non pochi. Con problemi di classi di insegnamento esaurite soprattutto in matematica e, in generale, nelle materie scientifiche”.

 

TRECCANI (CISL SCUOLA): OCCORRE UNA PROFONDA RIORGANIZZAZIONE

Quello della scuola è  un sistema che necessita di profonda riorganizzazione e programmazione: “Dai concorsi alle forme di abilitazione le cose da fare sono tante”, ha dichiarato Luisa Treccani, segretario generale della Cisl Scuola provinciale“; servirebbe un’intesa col Governo, problema non da poco visto che un Governo al momento non c’è praticamente più.

Sullo sfondo c’è anche il tema del contratto: non solo per la parte economica («al di là delle promesse, non c’è un impegno scritto» dicono i sindacati) ma anche per la parte normativa: “Per rimettere mano al tema del merito che ha fatto acqua da tutte le parti, — conclude la sindacalista Cisl — al capitolo formazione e per restituire credibilità al settore della scuola, che svolge un ruolo di fondamentale importanza”.

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