#NoContrattoNoMarmo. Lunedì 15 sciopero e presidio regionale

Lunedì 15 luglio giornata di sciopero nelle cave dal marmo del Botticino, nelle cave di inerti e minerali di Pavia, Mantova, Varese e le cave di pietra lavorata di Bergamo e Sondrio. La protesta, con manifestazione regionale a Milano, è stata indetta da Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore lapideo. Dalle 9 alle 13 di lunedì i lavoratori in sciopero daranno vita ad un presidio davanti alla sede di Confindustria Marmomacchine. In Lombardia il rinnovo del contratto riguarda circa 4.000 dipendenti delle circa 900 imprese che esercitano l’attività di scavo di materiali.

 

UNA TRATTATIVA AD OSTACOLI

In un comunicato stampa le Segreterie regionali Filca Fillea Feneal riassumono così i termini della questione: “Confindustria, Marmomacchine e Anepla, tendono ad imporre una deregolamentazione sui tempi determinati e in somministrazione, chiedendo percentuali maggiori e causali ampliate rispetto alla legge e all’attuale contratto; chiedono il superamento dell’esperienza in essere della bilateralità, che cominciava a dare i suoi risultati soprattutto sul piano della prevenzione della salute e sicurezza; rispondono timidamente alle richieste sul welfare che abbiamo messo in piattaforma (Fondo Previdenziale e Fondo sanitario); nessun incremento sull’Elemento di Garanzia Retributiva che risponderebbe alla mancata contrattazione di secondo livello, poco praticata dalle aziende lombarde dove manca anche il livello regionale; propongono un aumento salariale di 53 euro, dimezzato rispetto al precedente rinnovo, con verifiche “ex post” che stravolge l’attuale modello contrattuale in cifra fissa”.

 

I SINDACATI CHIEDONO UNA FASE NUOVA DEL CONFRONTO

Contenuti e atteggiamenti quelli della controparte che i rappresentanti dei lavoratori valutano con grande preoccupazione chiedendo che Confindustria, Marmomacchine, Anepla, rivedano le posizioni sino qui riportate al tavolo negoziale e che avanzino proposte rispettose dei contenuti della piattaforma unitaria votata dalle assemblee dei lavoratori.

 

 

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