Chiamati a responsabilità. Furlan: momento decisivo per il bene del Paese

Al centro dei lavori e del dibattito della Conferenza organizzativa nazionale della Cisl che è iniziata oggi a Roma, c’è il tema del rilancio organizzativo del sindacato di “prossimità” nelle periferie urbane e del lavoro, le ripercussioni delle trasformazioni tecnologiche sull’occupazione, i giovani e le scelte di governo necessarie per uno sviluppo e una crescita nel segno di una maggiore equità. “Ci stiamo avvitando in un crescendo di crisi aziendali nuove o irrisolte – ha detto Annamaria Furlan rispondendo alle domande dei giornalisti – di infrastrutture pubbliche bloccate, di consumi calanti, di navigazione a vista su produzione, sanità, scuole e innovazione. Il momento è vitale”.

Ogni volta che l’Italia ha avuto bisogno – ha continuato il numero uno della Cisl – tutti i sindacati hanno saputo dare risposte agendo per il bene comune del paese. Ora siamo in uno di quei momenti di bisogno: serve una forza sociale per tornare in una logica di crescita e democrazia. La comunità si costruisce attraverso uno slancio sindacale teso alla contrattazione, al confronto con le istituzioni e alla presenza vera, offrendo un modello di speranza anche alle periferie che di speranza ne vedono poca. Noi vogliamo vivere le periferie: se arriviamo lì le persone si sentiranno meno sole e con la nostra capacità di contrattazione riusciremo a far creare i servizi necessari. La comunità si crea condividendo i bisogni e lottando per esaudirli”.

Non dobbiamo cercare di scoprire che cosa siamo chiamati a fare: lo sappiamo – ha concluso Annamrai Furlan – Vogliamo solo metterci a farlo con impegno e passione. Vogliamo farlo perché abbiamo scelto nella vita di servire i valori della persona, del lavoro, della giustizia, della democrazia e della solidarietà. E in questo tempo difficile ci sentiamo chiamati a questa importante responsabilità“.

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