Banalizzare il razzismo ci fa complici

Se c’è qualcosa di ancora più insopportabile degli episodi di razzismo quotidiano sdoganati dalla politica arrogante che di questi tempi fa il pieno di voti, è il tentativo di banalizzarli, di scusarli. Questa mattina il Giornale di Brescia racconta di un’azienda di Lumezzane, la Chinocolor, che ha mandato ad un suo fornitore una mail in cui chiede di “non far effettuare consegne a trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili”.

Richiesta irricevibile ha risposto la Deterchimica di Torbole, destinataria della richiesta: meglio perdere un cliente che assecondare atteggiamenti come questi.

Il giornale fa il suo mestiere e manda un cronista a sentire la Chinicolor. E qui comincia il teatrino: si è trattato di un semplice sfogo, niente di che, non mettetela giù tanto dura. E vedrete che nei prossimi giorni ci sarà una vera e propria rincorsa alla banalizzazione.

Per la Cisl c’è una sola parola che definisce l’accaduto. Ed è quella usata dal segretario provinciale Alberto Pluda rispondendo ad una giornalista che chiedeva un commento sull’accaduto: intollerabile!

Intollerabile significa “che non si può e non si deve tollerare – specifica il vocabolario – detto soprattutto di cose che offendono il sentimento di giustizia, il senso morale, o di ciò che è per sé moralmente o socialmente un male e non potrebbe perciò essere tollerato o ammesso senza farsi indirettamente complici del male stesso”.

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