Case di riposo: fino a 22mila euro l’anno per il ricovero di un anziano

La Federazione regionale dei Pensionati Cisl ha presentato il report Non autosufficienza e Rsa 2018 fotografando un quadro che dà segni di preoccupazione. I posti letto delle strutture socio-sanitarie della regione non bastano. A crescere sono i servizi a totale carico delle famiglie, mentre diminuiscono i posti letto che ricevono un contributo pubblico. Le liste di attesa sono molto lunghe e, di fatto, la soluzione alternativa è affidata alle “badanti”. Lo studio esamina le strutture residenziali nelle province lombarde, ad oggi 688, e le altre formule di assistenza possibile agli anziani non autosufficienti.

 

POSTI LETTO CHE CRESCONO E CHE CALANO

I posti letto nelle Rsa lombarde sono 63.480. Rispetto al 2017, si sono persi 311 posti letto. Calano soprattutto i posti letto contrattualizzati: sono 57.700, ben 804 in meno rispetto al 2017. Le rette dei posti letto contrattualizzati sono le più vantaggiose per le famiglie: la Regione, infatti, contribuisce in parte alla spesa, corrispondendo una cifra variabile a seconda del servizio offerto. Aumentano invece i posti letto il cui costo è completamente a carico delle famiglie: sono 5.350, 1167 in più rispetto al 2017.

 

I COSTI PER LE FAMIGLIE

Le rette delle strutture socio-assistenziali sono un tema delicato. In assenza di vincoli normativi, le tariffe possono variare anche di molto nelle Rsa lombarde. A Brescia, ad esempio, una retta può costare 52,66 euro, mentre a Milano arriva a 92,85 euro. Secondo il rapporto Fnp Cisl Lombardia, la spesa sostenuta nell’anno 2018 da una persona ricoverata in una Rsa lombarda e/o dai suoi familiari, è stata di almeno 22.000 euro. La stima è stata calcolata moltiplicando la retta media minima giornaliera nella nostra regione (60,31 €) per 365 giorni.

 

LE LISTE D’ATTESA

Oltre alle rette, c’è il problema delle liste di attesa. Secondo il rapporto, tre Ats hanno una media oltre le 150 persone in attesa (Brescia, Bergamo, Brianza), due oltre 100 (Montagna, Milano) e le altre tre Ats meno di 100 persone (Insubria, Pavia, Valpadana).

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