Comunità senegalese in festa: rispetto e dialogo interculturale

“Penso che alla comunità Senegalese che vive nella nostra provincia, va riconosciuto il contributo di aver infranto molti luoghi comuni sull’Islam, testimoniando con coerenza il valore del rispetto, della pace, dell’accoglienza”. Giovanni Punzi, presidente di Anolf Cisl Brescia (il primo a sinistra nella foto), lo ha detto ieri pomeriggio a Montichiari partecipando, a nome dell’Associazione e della Cisl provinciale, alla ventesima edizione della ricorrenza laica del beato Cheik Amadou Bamba, organizzata dall’Associazione Senegalese di Pontevico.

 

RICONOSCENZA A FAUSTINO GATTA

Una festa religiosa, colorata, partecipata, gioiosa dove diverse associazioni e cittadini del Senegal, provenienti da tutta la provincia e da diverse regioni d’Italia, si sono ritrovati come ogni anno l’8 giugno in quella che è la ricorrenza musulmana, in Italia. La festa fu istituita dall’allora sindaco di Pontevico, Faustino Gatta (il primo a destra nella foto in alto), che ieri è stato festeggiato e premiato in segno di riconoscenza e amicizia per il suo impegno nei confronti della comunità senegalese.

 

LE CONQUISTE NON VIOLENTE DEI MURIDI

La confraternita islamica Muridiyya, nata in Senegal nella seconda metà del XIX secolo fondata da Cheik Amadou Bamba, ha avuto un ruolo essenziale nel condurre il paese all’autonomia dalla Francia, facendosi portavoce di un messaggio di pace e resistenza non armata alla violenza coloniale.

 

TANTI CISLINI TRA I SENEGALESI BRESCIANI

Se Giovanni Punzi era tra gli invitati alla festa Muridi, più direttamente coinvolti sono stati il co-presidente di Anolf Cisl Brescia, il senegalese Moustapha Fall (il secondo da destra nella fotografia) e molti senegalesi che nei luoghi di lavoro sono impegnati come delegati Cisl.

 

 

ARTEFICI DEL PATTO BRESCIANO PER UN ISLAM ITALIANO

“Mi piace sottolineare – ha concluso Giovanni Punzi – che la Confraternita Muridi è tra le realtà artefici del Patto bresciano per un Islam italiano firmato a dicembre del 2017 per favorire percorsi di integrazione degli immigrati musulmani, contrastare il radicalismo e il fanatismo religioso, contribuire ad elaborare modelli statutari delle associazioni islamiche coerenti con l’ordinamento giuridico italiano”.

 

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