La partecipazione ha sconfitto il terrorismo

Le parole più forti risuonate oggi nel grande Salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia, dove Cgil Cisl e Uil bresciane hanno tenuto un convegno nell’ambito delle iniziative per il 45° anniversario della strage di Piazza Loggia, sono venute dal Sindaco della città e da un testimone che non era fisicamente presente, Franco Castrezzati, al quale ha però voluto dare voce il segretario provinciale della Cisl, Alberto Pluda.

Il tema della mattinata ha ripreso quello generale assegnato quest’anno alla ricorrenza, teso ad indagare il tracciato dello stragismo partito da Piazza Fontana a Milano nel 1969 e arrivato a Brescia nel 1974, rileggendo il ruolo del sindacato nel contrasto al terrorismo.

 

UN SECONDO 25 APRILE 

I momenti che seguirono la strage e che culminarono con i solenni funerali delle vittime – ha detto Emilio Del Bono –possono essere paragonati per intensità e partecipazione civile a un secondo 25 aprile”.
Che vanno alimentati costantemente, gli ha fatto eco Alberto Pluda citando alcune righe di quanto Castrezzati disse in Piazza Loggia il 28 maggio del 2000: “Anche nelle democrazie possono pervenire alla gestione del potere persone corrotte e incoerenti, perché fragilità, ignavia, difetti, errori e disonestà sono aspetti negativi della natura umana. Ma in democrazia, la sovranità popolare può rimuovere, correggere, alternare. Ciò richiede però un impegno partecipativo alla vita pubblica”.

 

IL TERRENO DI IMPEGNO COMUNE E’ LA PARTECIPAZIONE

Introducendo i lavori del convegno Il segretario generale della Cisl ha ricordato che l’anagrafe lo colloca tra coloro che non hanno avuto esperienza diretta degli anni di tensione dello stragismo e del terrorismo, ma ha dato testimonianza di quanto importante per la sua generazione sia stata la scuola, per la conoscenza e la consapevolezza di avvenimenti che ancora non erano entrati nei libri di storia.

Lasciando ai relatori del convegno (Domenico Proietti della Segreteria nazionale Uil, Maurizio Landini segretario generale Cgil e Giorgio Benvenuto presidente della Fondazione Buozzi) l’analisi storica e politica, il segretario provinciale della Cisl ha sottolineato come la partecipazione – allora mobilitazione straordinaria che portò alla sconfitta del terrorismo; oggi argomento di riflessione talvolta preoccupata per l’allentamento della passione per la cosa pubblica – sia il terreno di impegno per fare della memoria un patrimonio coniugabile al futuro.

 

LA RICOSTRUZIONE DEL TESSUTO SOCIALE

“Tocca anche al sindacato farsi carico di questo impegno – ha concluso Pluda – per ricostruire il tessuto sociale lacerato da tanti, troppi egoismi, per ridare slancio all’autonomia del sociale rispetto alla politica che scommette sulla disintermediazione, per vincere le logiche di sospetto e di paura che annientano la speranza.
Le modalità dobbiamo cercarle insieme, rigenerando i nostri comportamenti personali e di organizzazione.
Sono convintissimo che il contributo del movimento sindacale alla sconfitta del terrorismo fu il frutto di un momento di unità del mondo del lavoro straordinariamente forte, guidato da leader sindacali straordinariamente determinati. Una tensione all’unità alimentata da un dialogo inteso non come competizione, sono parole di uno di quei leader, Pierre Craniti, ma come disponibilità a riconoscersi tra diversi’. Le sfide di oggi sono forse meno drammatiche dell’arco temporale che sta nel titolo di questo convegno, ma non meno impegnative”.

 

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