Dirigenza medica, i sindacati sospendono lo stato di agitazione

Sospeso lo stato di agitazione della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del servizio sanitario regionale lombardo. Era stato proclamato lo scorso 6 maggio. La decisione di sospenderlo è stata presa dalle organizzazioni sindacali di categoria dopo l’avvio della procedura di conciliazione delle parti prevista dalle norme che regolano l’azione sindacale nel settore sanitario.

Ora la palla passa alla Regione: se non verrà convocato l’incontro richiesto, i sindacati si riservano di chiudere negativamente la procedura di conciliazione, con un inevitabile inasprimento della vertenza:

– la ridefinizione della rete dell’offerta, che a parere dei sindacati presenta criticità che non consentono di rispondere ai bisogni dei cittadini anche a causa di una non corretta allocazione delle risorse;
– i fabbisogni di medici e dirigenti veterinari, sanitari e amministrativi, parametrati in base ai volumi di attività delle strutture e dei requisiti necessari alla mission delle stesse;
– il fabbisogno di medici specialisti per i prossimi anni, sottolineando l’impegno non sufficiente di Regione Lombardia nel finanziare contratti di formazione aggiuntivi;
– la necessità di mantenere gli stessi livelli retributivi del 2018, senza ulteriori decurtazioni a danno di una categoria che paga da dieci anni il blocco dei contratti e la perdita di potere d’acquisto;
– la necessità di relazioni sindacali corrette che consentano un reale confronto per affrontare le criticità che mettono in discussione l’erogazione dei servizi.

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