Europa (4) – Politiche sociali e solidarietà per il futuro dell’Europa

Dopo l’introduzione del segretario provinciale della Cisl Alberto Pluda e le testimonianze di due giovani che grazie alle possibilità offerte dall’Unione Europea hanno potuto completare la loro formazione studiando all’estero, il convegno promosso dalla Cisl – “L’Europa dei cittadini. Federalismo e sviluppo per il futuro dell’Unione” – è stato arricchito dai contributi del Vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, di Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, di Giuseppe Pasini, presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, e di Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl.

 

Il Vescovo ha ricordato che accoglienza e solidarietà sono i pilastri sui quali i padri fondatori dell’integrazione europea hanno costruito il sogno di una convivenza solidale e inclusiva. Ed è su questi pilastri che l’Unione Europea va rilanciata e rinnovata. Abbiamo il dovere e la responsabilità di alimentare e promuovere la solidarietà sociale come chiave del rinnovamento europeo, ha concluso mons. Tremolada.

 

 

Di rinnovamento delle istituzioni europee ha parlato Vittorio Emanuele Parsi, affermando che solo un’unione più federale è garanzia del riequilibro sociale che oggi avvertiamo che sviluppo dell’importante eredità di cui come europei stiamo godendo. Riconquistare la palla del cambiamento per il federalismo europeo è la strada obbligata se si vuole sconfiggere l’idea angusta e antistorica del sovranismo nazionale.

 

Il 65% delle esportazioni delle aziende bresciane, ha ricordato Giuseppe Pasini, vanno in Europa. La libera circolazione delle merci nell’Unione Europea ha rappresentato e rappresenta per la tradizione di impresa e di lavoro della nostra provincia uno stimolo costante di crescita e di sviluppo. Ed è questa la prospettiva – non certo quella dei mercati nazionali, dei dazi e delle chiusure – che è garanzia di benessere e di futuro.

 

Pace, democrazia, sviluppo economico e benefici sociali sono conquiste che non si devono ritenere scontate, ha concluso Annamaria Furlan, leader nazionale della Cisl. E’ necessario l’impegno di tutti per continuare a costruire la casa comune europea, per cambiare in senso federale le sue istituzioni, per politiche sociali sempre più improntate, per un futuro con meno egoismi nazionali e più solidarietà.

 

 

Etichette: