Bancari: nel bresciano 6mila lavoratori. Assemblee per il contratto

Sono circa 6.000 i bancari della provincia di Brescia che, da oggi fino al 28 maggio, saranno chiamati a esprimersi sulla piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto ABI (Associazione Bancaria Italiana).
Le organizzazioni sindacali bresciane del mondo del credito hanno definito un calendario di 10 assemblee, sparse su tutto il territorio provinciale, per la presentazione e la votazione dei contenuti contrattuali da portare, molto probabilmente già dal mese di giugno, alla discussione con la controparte datoriale.

 

RIVENDICAZIONI INNOVATIVE

La piattaforma contiene molti elementi di innovazione tra i quali: la reintroduzione del reintegro in caso di licenziamento illegittimo del giovane dipendente assunto dopo la riforma del Jobs act; il diritto alla disconnessione, non solo in tema di smart working, ovvero la facoltà di non rispondere a telefonate o mail di lavoro fuori dall’orario previsto; ampliamento dell’area contrattuale; la protezione del posto di lavoro tramite la conferma del Foc (Fondo per l’occupazione); una cabina di regia sui processi di digitalizzazione e l’abolizione del salario di ingresso per i giovani.

 

DI NOIA (FIRST CISL BRESCIA): RICHIESTE ECONOMICHE
PER IL GIUSTO RICONOSCIMENTO AI LAVORATORI

La richiesta di un aumento economico, regolato sulla figura media, di 200 euro – dichiara Andrea Di Noia, segretario generale First Cisl Brescia – è il “giusto riconoscimento ai lavoratori che, in questi anni di lunga crisi, hanno saputo mantenere un profilo professionalmente importante nei confronti di tutti gli stakeholder e, in particolare, della clientela. La proiezione dei dati attualmente disponibili evidenzia come, tra il 2019 e il 2020, le banche produrranno utili per oltre 25 miliardi di euro. Risultati che non possono essere certamente merito di strategie elaborate da manager, che hanno come unico obiettivo quello di comprimere i costi riferiti al lavoro con l’unico risultato di ridurre drasticamente i livelli occupazionali”.

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