Orizio (Fnp): Il 25 aprile argine civile alla cultura del “me ne frego”

Da troppo tempo e senza incontrare grandi ostacoli, stanno prendendo forma revisioni storiche del fascismo che tendono a minare le ragioni stesse che portarono alla Resistenza e di fatto a banalizzarla come uno dei tanti avvenimenti di quel periodo”. E’ l’allarme preoccupato di Giuseppe Orizio, segretario provinciale dei Pensionati Cisl, che questa mattina a Roncadelle ha aperto il convegno promosso da Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp e associazioni partigiane in vista della Festa della Liberazione.

Il vero volto del fascismo – ha ammonito il sindacalista cislino –  fu autoritarismo, xenofobia, razzismo, campi di concentramento, sessismo, soprusi, privazione di libertà, esaltazione di disvalori. Come non giudicare disvalore quel “me ne frego” che veniva insegnato anche ai ragazzi nelle scuole, che dava il segno di una inciviltà e dell’annientamento di ogni cultura della solidarietà?”.

La Resistenza armata e civile – ha aggiunto –  fu la risposta di quanti dimostrarono che a loro invece stava a cuore (il contrario del me ne frego) l’interesse di tutti, la libertà di tutti, il rispetto di tutti e delle idee di tutti”.

Ed è proprio sulla riconquista civile di una battaglia per il bene comune e l’interesse generale che il segretario generale dei Pensionati Cisl ha collegato memoria e attualità: “Dobbiamo vigilare sulla superficialità di certo modo di intendere la politica, quella che ritiene di avere una visione ed un potere totale da non necessitare di confronti; vigilare sulla povertà e vacuità delle idee che portano a banalizzare e ad agire con parole d’ordine che scaldano certi cuori, ma sono più sul versante del ‘me ne frego’ dei problemi di tutti; vigilare sulla mancanza di rispetto (è violenza!) e sull’utilizzo del discredito degli interlocutori che non la pensano al tuo stesso modo“.

 

 

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