Don Milani e la Cisl, il filo teso e sempre attuale tra Fiesole e Barbiana

Il sindacato, con l’insegnamento e l’impegno politico, era una delle strade che don Lorenzo Milani indicava ai suoi ragazzi per praticare l’amore e dare finalità alla vita. Molti allievi del priore di Barbiana hanno seguito questo invito, generazioni di sindacaliste e sindacalisti hanno tratto e traggono ispirazione dalle parole e dai gesti del sacerdote fiorentino.

Eppure il rapporto, intensissimo, tra don Milani, la sua scuola e il mondo del lavoro non è tra i più studiati e conosciuti.

Curato da Francesco Lauria, formatore per la Cisl nazionale e il centro studi Cisl di Firenze, il libro “Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana” attraverso molteplici scritti e testimonianze ricostruisce il filo conduttore del rapporto tra la Cisl e don Milani, i cui insegnamenti sono di grande attualità anche oggi.

“Don Milani sosteneva che non c’è nulla di più ingiusto che fare misure eguali fra diseguali – ha ricordato Paolo Landi, allievo di don Milani e a lungo impegnato nella Cisl, in uno degli incontri organizzati per la presentazione del libro – e i suoi insegnamenti hanno arricchito la riflessione sindacale di quegli anni: Barbiana ha influito parecchio sull’egualitarismo”.

“Insegnamenti dei quali – ha sottolineato l’autore del volume, Francesco Lauria – è importante non si disperda la memoria, soprattutto oggi che la tendenza è quella di appiattire sulla quotidianità. La Lettera a una professoressa ha avuto grande influenza per la conquista delle 150 ore per il diritto allo studio, oggi l’insegnamento di don Milani ci sprona ad ampliare le frontiere della sindacalizzazione, per contrastare situazioni di emarginazione e sfruttamento”.

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