Case popolari, i sindacati alla Regione: situazione preoccupante

Domani pomeriggio Cgil, Cisl e Uil Lombardia e i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat, Unione inquilini, Conia Lombardia, manifesteranno davanti alla sede di Regione Lombardia per chiedere la modifica del Regolamento di accesso alle case popolari e, prima ancora, la sospensione della sua applicazione. Un regolamento giudicato iniquo e discriminatorio che penalizza proprio che è in condizione di maggiore fragilità.

 

La Regione si appresta infatti ad approvare nei prossimi giorni una seconda versione del nuovo regolamento che nonostante più momenti di confronto con il sindacato e alcune utili correzioni apportate al testo iniziale, mantiene un connotato molto negativo e di forte impatto sul piano della tutela dei diritti e la missione di servizio dell’edilizia pubblica.

Sono oltre 60mila le famiglie in graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare in Lombardia. Se la giunta regionale approva questo regolamento e sarà applicato immediatamente l’effetto sarà la cancellazione di tutte queste domande, che dovranno essere ripresentate, ma con modalità più complicate che sfavoriscono l’utenza.

“Occorre che la politica prenda atto della gravità della situazione – si legge in una nota della Cisl – anche perché sulla nuova regolazione degli accessi e della gestione degli alloggi ci sono perplessità e timori anche nelle Aler e tra i responsabili locali delle politiche abitative”.

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