46° Rapporto Fim Cisl Lombardia. La ripresa? Un ricordo

I deboli segnali di ripresa dell’industria metalmeccanica lombarda registrati nel primo semestre del 2018 sono stati smentiti nella seconda metà dell’anno, con un aumento dei lavoratori del settore in cassa integrazione, sia ordinaria (7.698 contro 6.402) che straordinaria (1.526 contro 1.190). Complessivamente, sono ben 9.647 (+14,19%) i lavoratori lombardi coinvolti da situazioni di crisi nel semestre, 2000 quelli colpiti da cassa straordinaria e chiusure.

I dati fano parte del 46° Rapporto semestrale della Fim Cisl Lombardia sull’industria metalmeccanica lombarda, sottolineando che “per la prima volta da quattro anni si registra una riduzione degli organici senza previsioni di sostituzioni dei dimissionari e dei pensionati e senza il rinnovo dei contratti dei lavoratori a termine“.
I territori maggiormente coinvolti dalla crisi nel secondo semestre 2018 sono stati: Milano (33%), Brianza (18%), Varese (10%), Cremona (9%) e Lecco (9%); seguono Brescia e Como con il 5% circa e poi gli altri territori con sospensioni minori.

La cassa integrazione ordinaria è particolarmente accentuata nei territori di Milano, Brianza, Cremona, Lecco e Varese. In Brianza e Varese vi è la compresenza anche dell’alto utilizzo di cassa integrazione straordinaria, che evidenzia la persistenza di situazioni di forte difficoltà. Mentre la mobilità è accentuata a Milano e Cremona.

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