15 marzo, sciopero generale nella filiera delle costruzioni

Per rilanciare il Paese occorre una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera delle costruzioni: dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi. I sindacati hanno chiesto di discuterne a Palazzo Chigi dove affrontare la più grave crisi dei nostri settori dal dopoguerra ad oggi, per dare una risposta alle oltre 600 mila persone che hanno perso il lavoro e al milione che rischia di perderlo. Ma il Governo non vuole il confronto. Per questo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamano uno sciopero generale di 8 ore il prossimo 15 marzo in tutti i settori dell’intera filiera delle costruzioni.

 

 

LE TANTE COSE DI CUI CI SAREBBE BISOGNO

Occorre una cabina di regia del Governo – scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato stampa – per riaprire i cantieri e sbloccare le grandi opere da Nord a Sud. Serve una politica di investimenti in grado di essere immediatamente tradotti in piani straordinari per la messa in sicurezza di territori, strade, ponti. Occorre un piano per la qualità delle materie prime al servizio di ristrutturazioni, rigenerazione e anti sismico, di nuove politiche abitative. Occorre ripensare il sistema degli incentivi. Serve una politica di tutela e riconversione dell’occupazione nei settori dei materiali, serve qualificare l’impresa e contrastare il dumping contrattuale con un sistema che premi qualità e sicurezza. Occorre accelerare sugli appalti verdi al fine di premiare chi fa ricerca ed innovazione nei nostri settori. Serve una sburocratizzazione mirata di diversi passaggi del Codice Appalti senza ridurre tutele e diritti. Servono, cioè, politiche di sviluppo”.

Etichette: nessuna etichetta