Il presidio dei lavoratori della Sanità privata: profitti su ma salari fermi

Un incontro con il Prefetto ha chiuso la mattinata di mobilitazione e di protesta dei lavoratori della sanità privata nel bresciano impegnati in una vertenza infinita per il rinnovo del loro contratto di lavoro.

Il Prefetto ci ha ascoltato con molta disponibilità – scrive la Cisl Funzione Pubblica in una nota diffusa nel pomeriggio – e abbiamo potuto consegnargli un’ampia documentazione con i dati di attività delle strutture, le motivazioni della mobilitazione e una precisa richiesta di mediazione delle informazioni agli organi di Governo competenti. Il Prefetto ha assicurato che studierà il dossier per rappresentare il disagio dei lavoratori a Palazzo Chigi; scriverà inoltre alla Conferenza Stato/Regioni e, nello specifico, al presidente di Regione Lombardia”.

 

IN SINTESI

Il contratto di lavoro per i dipendenti della sanità privata non si rinnova da più di 12 anni:
– da più di un anno è aperto un tavolo di contrattazione nazionale tra Cgil Cisl Uil con Aris – Aiop (che sono le due associazioni rappresentative del profit e del no profit) che però non si riesce a concludere, anche perché le associazioni datoriali sono arroccate su posizioni molto rigide e non sembrano disponibili a riconoscere gli stessi diritti dei lavoratori della sanità pubblica;
– si tratta di professionisti sanitari non medici, che hanno fatto un percorso di studi specifico e che operano con grande professionalità.

In Lombardia, a Brescia in particolare, le cliniche private erogano prestazioni di qualità e hanno bilanci in attivo, grazie soprattutto alla partecipazione della Regione. Di questi introiti nulla finisce nelle tasche dei lavoratori; unica eccezione sono Poliambulanza e Domuns Salutis, dove è stata attivata una contrattazione di secondo livello che garantisce, rispetto a quello di base, un piccolo ristorno economico; per i dipendenti del Gruppo San Donati, invece, nonostante i bilanci in attivo e gli investimenti, non solo non viene riconosciuto nulla ai lavoratori, ma anche le condizioni di lavoro sono sempre più difficili e stressanti.

 

Al Prefetto abbiamo chiesto di farsi portavoce anche di questo, perché Regione Lombardia, in quanto “sponsor di maggioranza della sanità pubblica” dovrebbe controllare che le cliniche private garantiscano un corretto trattamento dei lavoratori e corrette retribuzioni, invece questi lavoratori percepiscono anche 300 euro mensili in meno rispetto ai colleghi del pubblico: una concorrenza sleale oltretutto pagata dai cittadini.

 

LA PROTESTA CONTINUA

Il 24,25 e 28 gennaio davanti alle cliniche private presenti nel bresciano ci sarà un volantinaggio e una raccolta di firme tra i cittadini per denunciare l’insostenibile situazione che vede coinvolti gli operatori della sanità privata: possono scioperare ma al tempo stesso garantire il servizio, e i datori di lavoro possono così banalizzare le azioni di protesta, una prospettiva che solo la solidarietà dei cittadini può ribaltare.

Il 30 gennaio è i programma una manifestazione regionale a Milano.

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