Partecipazione, sfida culturale che deve passare dalle parole ai fatti

Costruttori di ponti non di barricate”. Lo dice il segretario provinciale della Cisl, Alberto Pluda, portando il saluto della organizzazione al Consiglio generale della Fim bresciana riunito nell’Auditorium della sede sindacale di via Altipiano d’Asiago per discutere della “partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese”. La partecipazione è elemento costitutivo della cultura sindacale della Cisl. Lo è da sempre ed è distintivo di un modo di guardare in positivo al mondo del lavoro e al suo ruolo nella costruzione di una società che metta sempre al centro la persona.

Lo ribadisce il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, Stefano Olivari: “La partecipazione – al pari di tutto ciò che va sotto il nome di Industry 4.0 – è un con-tenitore da riempire con investimenti sulle idee e sulle persone. Sindacato, associazioni datoriali, centri di ricerca, studi professionali, università devono essere in grado di fare rete, che funzioni, si sviluppi ed arricchisca nei tempi floridi, ma che trattenga, argini, limiti, reagisca ai tempi di crisi e di recessione”.

 

Tante le voci che portano un contributo alla discussione: Roberto Zini, vice presidente dell’Associazione Industriale Bresciana; Gianluigi Moretti, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro; Luigi Campagna, docente di sistemi organizzativi al Poli-tecnico di Milano; Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica; Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl.

 

Innumerevoli gli spunti di riflessione emersi, sintetizzati in queste impressioni raccolte al termine del convegno.

  • La partecipazione è un impegno serio e faticosa, ma è l’unica strada per essere utili all’azienda, ai lavoratori, alla crescita della produttività al mantenimento e all’aumento del benessere aziendale e collettivo, allo sviluppo del Paese.
  • E’ una questione culturale, vuol dire investite sul futuro, pensare al nostro prossimo ai nostri giovani. E’ un percorso costante.
  • L’unica strada che può migliorare il futuro di tutti è che tutti (aziende e sindacato per primi) assumano i rischi di un serio e costante confronto sulle modalità di produzione, sull’organizzazione, sulla produttività
  • Lavoratori, sindacato, associazioni di rappresentanza, aziende sono soggetti differenti di un unico spazio sociale che non possono più sprecare energie nella ricerca del nemico, ma devono scegliere la fatica di affrontare il merito delle questioni.
  • Capacità di ascolto, competenza, impegno nella proposta, pazienza sono alcuni principali ambiti della cultura della partecipazione.
  • Nei Paesi e nelle aziende dove la partecipazione e corresponsabilità sono elementi importanti del-la vita delle imprese, i risultati sono evidenti, positivi e collettivi: la produttività cresce e tutti ne hanno un beneficio.
  • Partecipare non vuol dire andare sempre d’accordo, ma essere consapevoli che il contributo di proposte e di idee e conseguenti azioni concordate, porteranno un benessere più elevato a tutti.
  • La partecipazione non è un fatto romantico, ma una condizione essenziale per migliorare la produttività e lo sviluppo in un mondo in continua e rapida evoluzione, dove le intelligenze e le volontà devono trovare la voglia di fare sintesi per un bene generale.

 

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