La donazione del sangue ha bisogno dei lavoratori dell’AVIS

L’AVIS è un’associazione di volontari della donazione del sangue. Con il loro gesto, con una organizzazione perfettamente sinergica alle strutture sanitarie, l’AVIS contribuisce alla salute e alla vita di tanti malati. Cosa accadrebbe se venisse a mancare il lavoro di coordinamento, di organizzazione e di gestione in capo ai dipendenti dell’AVIS? Viene da chiederselo di fronte al fatto che questi lavoratori hanno un contratto scaduto da cinque anni. A ricordare il problema è una “lettera al direttore” pubblicata in questi giorni dai quotidiani locali.

 

Egregio direttore, vorrei portare un contributo parlando delle persone che tutti i giorni lavorano in Italia nelle AVIS, dislocate per lo più in piccole unità di 3 o 5 persone, circa 700, in tutta l’Italia da Nord a Sud e nelle nostre isole. Mi piacerebbe che il 2019 possa portare il rinnovo del loro contratto di lavoro scaduto ormai da più di 5 anni. La loro ultima ipotesi di piattaforma risale al 2016, con il rinnovo dei vertici nazionali dell’AVIS e con l’ausilio dei sindacati confederali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl, Uil. Mi auguro che questo possa avvenire, perché questi lavoratori se lo meritano. La donazione rimane un atto gratuito, anonimo, fondamentale e un gesto umano di solidarietà universale e primario, che sa unire con un filo invisibile le persone. Ma senza questi lavoratori non potrebbe avvenire.

Franco Verdone
Direttivo AVIS Brescia

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