Italcementi, 347 posti di lavoro a rischio. Si prepara lo sciopero

Si complica ulteriormente la vertenza del gruppo Italcementi. I sindacati e le Rsu hanno proclamato lo stato di agitazione e si preparano ad uno sciopero il 17 dicembre di tutti gli stabilimenti del gruppo, uno dei quali è a Rezzato dove lavorano 120 dipendenti.

La decisione è stata presa dopo l’incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo economico dove l’azienda si è presentata senza un piano industriale che rendesse esplicito come volesse organizzare la produzione in Italia dopo l’acquisizione di Cementir e di Cementir Sacci da parte della multinazionale tedesca Heidelberg.

 

LE CHIUSURE DELL’AZIENDA

Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil contestano all’azienda un atteggiamento inaccettabile: non solo ha dichiarato di non essere disposta ad integrare il trattamento di Cassa integrazione straordinaria, ma si è detta indisponibile a ritirare la procedura di licenziamento consentendo la prosecuzione del trattamento di cassa integrazione.

 

E IL GOVERNO CHE FA?

Nella vertenza pesa anche una grave posizione assunta dal Governo: la tesi di Palazzo Chigi è che negli anni passati l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è stato richiesto solo per ‘spostare il problema’ degli esuberi e non per risolverlo. Di conseguenza per il Governo la proroga della Cassa integrazione straordinaria non è un atto dovuto, dimenticandosi che la complessità della situazione occupazionale è aumentata dopo l’acquisizione di Cementir e Cementir Sacci e non tenendo in considerazione i dati positivi di riduzione degli esuberi (circa 400 lavoratori ricollocati ) duranti i mesi di cassa integrazione.

“Se si attuasse la posizione del Governo – denunciano i sindacati – si creerebbe un precedente grave nella gestione delle crisi aziendali, perché verrebbero penalizzati i lavoratori che aderiscono ai piani sociali. La posizione dell’azienda e quella del Governo hanno un unico risultato: il licenziamento al 31 dicembre 2018 di 347 lavoratori.

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Da qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione e l’avvio delle valutazioni necessarie alla proclamazione dello sciopero per il 17 dicembre con una manifestazione nazionale dei lavoratori Italcementi a Roma.

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