Domande senza risposta per la morte dell’operaio travolto da un treno

Ad oltre 24 ore dal mortale incidente sul lavoro avvenuto ieri mattina sui binari delle linea ferroviaria tra Brescia e Milano, all’altezza del Villaggio Violino, incidente costato la vita ad un giovane operaio di 35 anni, ci sono tanti interrogativi ai quali non si trovano risposte.

Nicola Di Sanzo, questo il nome della vittima, veniva da un paesino della Basilicata, era sposato e aveva un figlio di poco più di un anno; lavorava come operaio in una ditta che aveva in subappalto alcuni interventi sulla linea dell’Alta Velocita. E’ stato travolto da un treno regionale partito dalla stazione di Brescia e diretto a Milano.

La dichiarazione rilasciata ieri pomeriggio a Bresciaoggi da Enrico Dalè, componente della segreteria provinciale della Filca Cisl, spiega bene lo sgomento generale e l’inquietudine per la difficoltà ad avere informazioni elementari sull’appalto per il quale lavorava l’operaio: “È stato un incidente avvenuto alle 5 del mattino e non sappiamo se sia stato causato da un errore nella gestione della sicurezza o da un errore umano. Le persone lavoravano su un tratto di binario escluso dal traffico ferroviario e non si sa per quale motivo il lavoratore si sia trovato dove non doveva essere. Per di più, quando si lavora su una ferrovia c’è sempre qualcuno che segnala l’arrivo di un treno, ma in questo caso non sappiamo se la figura ci fosse o non ce ne fosse la necessità. Di più non potrei dire, anche perché abbiamo trovato bocche cucite da parte di tutti”.

Il subappalto era previsto nell’assegnazione dei lavori? La turnistica era stata correttamente rispettata? Perché l’operaio si trovava su un binario diverso da quello in cui avrebbe dovuto essere?
A 24 ore dalla tragedia, ancora nessuna risposta.

Etichette: , ,