Restiamo Umani, le immagini. Punzi (Anolf): un richiamo forte

Tanta gente oggi in piazza a Brescia per la Marcia Restiamo Umani. Una manifestazione per difendere i principi dell’accoglienza e dell’integrazione che ha visto la partecipazione di Cisl e Anolf provinciali. Hanno aderito alla marcia anche diversi Sindaci, camminando davanti a semplici cartelli che sottolineavano i problemi di quanto sta avvenendo con le politiche del Governo Lega-Cinque Stelle: “Le guerre tra poveri le vincono i ricchi”; “C’è una sola razza, quella umana”; “Accogliere non è un reato”.

Il video che proponiamo, realizzato da Marco Longhi, è una bella sintesi per immagini della marcia.

 

 

LE TESTIMONIANZE

Veronica Alfonsi, attivista di una delle Ong allontanate dal Mediterraneo e prese di mira dal Ministero dell’Interno, ha denunciato “i naufragi e i respingimenti di questi ultimi giorni senza che ci sia qualcuno a raccontarli”, mentre Konè Cheickna, un giovane della Costa d’Avorio che ha ottenuto lo status di rifugiato e che ha trascorso vari mesi a rendersi utile all’Anolf Cisl, ha raccontato la sua storia e il suo stato d’animo.

 

Mi chiamo Konè Cheickna, ho 20 anni. Sono nato in Costa D’Avorio.
Alla morte di mio padre sono stato costretto a lasciare la scuola per aiutare mia madre e mia sorella. Sono contento di poter parlare oggi della mia esperienza, perché è l’occasione per ringraziare l’Italia, ma in modo particolare Brescia che mi ha accolto.
Sono scappato dal mio Paese perché rischiavo di essere ucciso, e questo solo perché mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Una banda criminale denominata “Microbes” ha ridotto in fin di vita il figlio del comandante della polizia. L’aggressione è avvenuta in un locale pubblico. Io ero lì per caso, come tanti altri.
La Polizia ha arrestato tutti. E così sono finito in prigione, per tre settimane, in uno spazio soffocante, con quasi niente da mangiare, , acqua sporca.
Il Comandante della polizia per vendicare il male fatto al figlio aveva deciso di ucciderci tutti.
Sono riuscito a salvarmi grazie a mio zio: mi ha fatto scappare dalla prigione, mi ha dato dei soldi e mi ha portato alla frontiera.
Ho attraversato il Burkina Faso, poi il Niger e sono arrivato nella città di Saba in Libia, dove alla frontiera mi hanno arrestato perché non avevo i documenti.
Nei due mesi di prigionia in Libia mi hanno trattato peggio di come si trattano gli animali. Un inferno da cui sono uscito quando una persona che frequentava il carcere mi ha preso a lavorare con lui.
Però non mi pagava: diceva che i soldi che doveva darmi li teneva per pagare il mio riscatto.
Un giorno ho cominciato ad avere febbre e dolori alla pancia. Stavo malissimo. Non potendomi portare in ospedale, il mio padrone, che si era affezionato a me, mi ha portato a Zabrata, mi ha messo su un barcone e ha pagato degli scafisti per farmi portare in Italia e farmi curare.
Siamo stati in mare per un giorno intero. Grazie ai soccorsi, oggi sono qui per esprimere il mio ringraziamento a chi mi ha salvato e curato.
Dal centro di accoglienza di Reggio Calabria sono poi stato destinato a Brescia. Oggi grazie alla solidarietà e all’integrazione, non solo nella struttura dove vivo ma anche ad un’associazione di volontariato come ANOLF, riesco a parlare discretamente l’italiano e ho imparato a fare le pratiche per le persone che hanno bisogno di assistenza, proprio come chiedevo io.
Ho seguito le lezioni di italiano, ho fatto un corso per pasticciere, gioco anche in una squadra di calcio.
Anche se sono lontano da mia madre e da mia sorella posso dire che qui in Italia ho conosciuto la libertà, il rispetto per le persone, ma soprattutto l’umanità e la disponibilità di una città che accoglie.

 

Restiamo umani – ha detto Giovanni Punzi, presidente di Anolf Cisl presente alla manifestazione con molti altri esponenti Cisl tra i quali Maria Roisa Loda della Segreteria provinciale – non è solo uno slogan. E’ un richiamo alla coscienza, a non lasciare che il peggio di noi prenda il sopravvento. E’ un appello ai valori costitutivi del nostro essere comunità aperta, solidale, comprensiva, accogliente“.

 

 

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