In tanti per l’addio a Pillitteri

La piccola cappella dell’Istituto Luzzago non ha potuto accogliere che una piccola parte dei tanti amici che si sono dati appuntamento oggi pomeriggio per l’addio a Melino Pillitteri. C’erano uomini e donne della Cisl di oggi e di ieri, c’erano esponenti politici e del mondo delle associzioni.

Per l’ultimo saluto ad una delle figure più rilevanti della Cisl del secondo Novecento è arrivato anche l’ex segretario nazionale Savino Pezzotta.

Una cerimonia semplice al termine della quale il segretario provinciale, Alberto Pluda, ha ricordato in un breve intervento i tratti salienti della personalità di Pillitteri.

 

COS’AVEVA DI COSI’ SPECIALE MELINO PILLITTERI?
CREDEVA IN UN MONDO MIGLIORE

Un giornalista che lo ha conosciuto bene e che lo ha ricordato in un articolo molto bello il giorno dopo la morte, ha scritto che c’è dell’incredibile nella riconoscenza e nell’affetto generale verso Melino Pillitteri.

“E dire – si legge nel testo – che gli attuali dirigenti della Cisl andavano ancora alla scuola materna quando lui era già segretario provinciale!”.
Io sono uno di questi dirigenti. Melino avrebbe compiuto 89 anni domani, il 12 ottobre.
Io di anni ne ho 40 di meno e quel che mi sorprende, essendo arrivato all’impegno sindacale quando Melino stava chiudendo il suo, è il senso di vuoto che avverto dentro di me per questa partenza.

Cos’aveva di così speciale questo piemontese-veneto-bresciano? Era convinto, convintissimo, che un mondo migliore è possibile, e che non dipende dalle circostanze, dai governi o dalle coincidenze della storia: dipende dagli uomini, dalla loro coerenza, dal loro impegno, dalla passione, dall’amore con cui fanno ciò che sono chiamati a fare.

Tutto qui? Tutto qui, niente di più, niente di meno.

L’ultima intervista che ha dato risale all’aprile del 2015; è pubblicata in un volume il cui titolo – “Impegno e passione” – lo rispecchia totalmente. E ad un certo punto Melino rifletteva così: “E’ difficile dire quanto le idee e la cultura della Cisl abbiamo inciso nella trasformazione del paese. Io penso di sì, ma molto è dipeso dagli uomini. In certe fasi storiche gli uomini della Cisl, portando avanti il pensiero della Cisl, hanno inciso notevolmente. Gli uomini!”.

Melino era una persona a cui era facile voler bene. Era schietto e sincero, intelligente e ironico. Con una capacità di visione davvero straordinaria, ancorata a principi saldi: “Ritengo che tutta la Cisl – diceva ancora Pillitteri in quell’ultima intervista – condivida un substrato di ideali che vincola, che avvicina, che unisce. Noi abbiamo un ceppo tutto nostro, costruito da noi, nel quale l’incompatibilità, l’autonomia sono elementi forti della cultura della Cisl”.

Ecco, il sindacalista che oggi siamo qui in tanti a salutare, ha contribuito come pochi altri alla comprensione della originalità della cultura sindacale che è propria della Cisl e alla sua traduzione in azioni conseguenti: il dialogo, il confronto, la mediazione degli interessi, la determinazione nella ricerca delle intese, la responsabilità di firmare accordi in cui l’obiettivo era sicuramente il bene dei lavoratori iscritto però dentro una strategia che guardava al perseguimento del bene comune.

Io non ho avuto tante occasioni per incontrarlo, ma ogni volta ho avuto modo di imparare: sulle vicende che sono parte del quotidiano del sindcalista; e sulle persone che le determinano. Melino sapeva di tutti, di quelli che aveva incontrato nella sua lunga carriera e che inevitabilmente gli erano rimasti legati da sentimenti di stima e di affetto, ma anche di quelli che conosceva per la curiosità partecipe con cui seguiva gli avvenimenti locali e nazionali.

Melino aveva dentro e sapeva trasmettere una carica sempre positiva. Così ha guidato la Cisl bresciana, così ha contribuito a far nascere prima e a guidare poi la Cisl regionale. Così si è occupato di Patronato. Così ha guidato la Federazione nazionale dei Pensionati Cisl.

“Noi abbiamo sempre avuto la volontà e la forza di interpretare i bisogni dei lavoratori e le loro aspettative – concludeva Pillitteri nella sua testimonianza per il libro sulla storia della Cisl di Brescia pubblicato nel 2010 – non sempre ci siamo riusciti, ma sempre abbiamo lottato. E ciò va a merito di tutto il gruppo dirigente. Vorrei citarli uno per uno, ma mi sembra più giusto ricordarli come un gruppo capace, coeso, forte di idee e di passione”.

Vedo qui tanti amici che hanno avuto e hanno ancora responsabilità grandi nel sindacato. Credo che a ciascuno di noi piacerebbe un giorno poter chiudere la nostra storia con le parole di Melino: “L’esperienza sindacale è la mia vita, tutto. Non ho un rimpianto. Ho vissuto bene, sono sempre stato contento”. Un mondo migliore si costruisce anche così.

Alberto Pluda
segretario generale Cisl Brescia

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