Credito Cooperativo: mutualità e solidarietà, eredità da valorizzare

La tipicità dell’esperienza del Credito Cooperativo non può e non deve essere assorbita da un elementare processo di omologazione. Specificità quali l’autonomia e la territorialità, così come la mutualità, sono un patrimonio da non disperdere. Anzi, devono rappresentare un’eredità da valorizzare per continuare a far crescere un sistema in grado di supportare le esigenze di imprese, artigiani, commercianti e famiglie in un periodico storico particolarmente difficile. Un patrimonio che travalica il significato economico coniugando mutualità, universalità e solidarietà generazionale”.

Lo ha affermato Andrea Di Noia, segretario generale della First Cisl di Brescia, intervenendo alla seconda Assemblea dei Rappresentanti dei Delegati Cassa Mutua Nazionale in qualità di componente del Comitato amministratore. Non si è trattato di una semplice formalità dettata dall’assolvimento di un obbligo statutario, ma di una importante occasione d’incontro.

Nei loro interventi, i delegati della First Cisl hanno rimarcato come, in questa fase di avvio della Riforma, sia indispensabile per i lavoratori delle Bcc mantenere, consolidare e rafforzare i propri strumenti di welfare aziendale costruiti nel tempo con il sacrificio di tutti.

 

I RISULTATI DI BILANCIO

Sul fronte dei risultati del Bilancio 2017, la Direzione di CMN ha illustrato le principali caratteristiche da cui emerge un quadro di sostanziale stabilità e solidità economica e patrimoniale.

L’andamento anagrafico del 2017 riflette quanto avvenuto nelle Bcc nel corso degli ultimi tre anni: una serie di crisi aziendali, risolte dal Sindacato con la contrattazione, anche con l’utilizzo del Fondo Esuberi. Nel corso del 2017 i lavoratori attivi sono diminuiti di 565 unità (passando da 28.104 a 27.539), mentre i Pensionati sono cresciuti di 359 unità (da 2.413 a 2.772).

Nei prossimi mesi, il Comitato Amministratore sarà impegnato ad aumentare e ottimizzare le coperture ad oggi offerte da CMN, analizzando le proposte di modifica al Nomenclatore delle Prestazioni avanzate unanimemente dall’Assemblea dei Delegati.

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