Ocmin (Cisl): la protezione umanitaria non è discrezionale

Photo by Ben White on Unsplash“Sulla legittimità costituzionale del decreto legge che accorpa le misure su immigrazione e sicurezza bisognerà attendere il parere  del Presidente della Repubblica, garante dei principi umanitari contenuti nella Costituzione”. Liliana Ocmin, responsabile nazionale della Cisl per immigrazione e integrazione, sintetizza in questa dichiarazione la posizione della Cisl sul cosiddetto “Decreto sicurezza”.

 

Auspichiamo che si arrivi a modificare e migliorare il testo

Abbiamo più volte sottolineato – aggiunge la sindacalista – la necessità di una legge organica sul tema dell’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo politico, superando le lacune e le disfunzioni del nostro attuale sistema. Leggeremo attentamente il testo del decreto sulla riforma dell’asilo, anche se indubbiamente il provvedimento appare più come una risposta simbolica all’opinione pubblica che ai problemi concreti della protezione e della integrazione. Permane l’idea di voler trattare in maniera restrittiva il tema della protezione umanitaria e del diritto d’asilo legandolo impropriamente a quello della sicurezza, stabilendo criteri specifici per il riconoscimento della protezione umanitaria in favore solo di chi è vittima di schiavitù, sfruttamento lavorativo, tratta, violenza domestica, nonché in favore di persone provenienti da paesi martoriati da calamità naturali, di migranti bisognosi di cure mediche, persone che si sono distinte per il loro impegno civile. Ci auguriamo che oltre alla protezione umanitaria sia prevista dallo Stato la presenza di specifici centri di accoglienza per le donne vittime di tratta e violenza, così come accade oggi per i minori stranieri non accompagnati.
Purtroppo il decreto non affronta l’annosa questione, più volte evidenziato dai sindacati, di chi lavora ed ha aperto una posizione all’Inps in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato e che in caso di diniego, perde ogni diritto di permanenza sul territorio italiano, incentivando così sfruttamento e lavoro irregolare. Auspichiamo che in fase di dibattito parlamentare si arrivi a modificare e migliorare il testo affinché siano garantiti e salvaguardati i principi dell’accoglienza, dell’integrazione e della sicurezza sanciti dalla Costituzione e nel rispetto dei principi di solidarietà tra tutti i paesi europei”.

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