Cassa integrazione in calo. Ma mancano dati per valutazione d’insieme

“Per dare una valutazione più complessiva dello stato di salute dei comparti produttivi del Paese ci sarebbe bisogno di conoscere i dati relativi all’utilizzo del Fis (Fondo d’Integrazione Salariale) e degli altri fondi settoriali che erogano le prestazioni equivalenti alla cassa integrazione nei settori da questa esclusi”. Lo ha dichiarato il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, commentando i dati diffusi oggi dall’Inps sulla riduzione registrata ad agosto nel ricorso alla cassa integrazione.

La variazione tendenziale è pari a -35,5% (-43,1% nell’industria; -11,8% nell’edilizia). La variazione congiunturale registra rispetto al mese precedente un decremento pari al 46,7%.

La contrazione del ricorso agli ammortizzatori sociali è “in parte per effetto del miglioramento della situazione produttiva – osserva il sindacalista – in parte però anche a causa delle minori possibilità di utilizzo della cassa integrazione in seguito alle modifiche apportate dal Jobs Act”.

“Abbiamo chiesto al Governo – conclude Sbarra – una proroga e l’ampliamento di alcune forme di flessibilità nell’utilizzo della cassa integrazione, comprese maggiori facilitazioni per i contratti di solidarietà, che erano state inserite nelle precedenti leggi di bilancio proprio per attenuare gli effetti della riforma degli ammortizzatori sociali in una fase in cui ancora molte sono le aziende in sofferenza. Una proroga necessaria in particolare per le aree di crisi complesse, le ristrutturazioni complesse, le riorganizzazioni.

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