45° Rapporto Fim Cisl Lombardia: cassa integrazione in calo ma senza vera ripresa

Sono ancora 8.448 i lavoratori lombardi coinvolti da cassa integrazione, ma se cala il ricorso a quella ordinaria (- 6,5% ) e a quella straordinaria (-39,21% ), le procedure di mobilità sono aumentate del 59%. E’ quanto emerge dal 45° Rapporto semestrale della Fim Cisl Lombardia sull’industria metalmeccanica lombarda nel primo semestre del 2018.

A livello territoriale, le province più coinvolte nel semestre sono Milano (39,49%), Brianza (19,63%), Varese (7,62%) e Bergamo (7,03%).

Segue Brescia con il 6% circa di sospensioni. Nella nostra provincia sono 10 le aziende metalmeccaniche che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali nel primo semestre dell’anno coinvolgendo circa la metà degli addetti: 519 lavoratori su 911.

Il report dell’Osservatorio sulle crisi della Fim Cisl Lombardia conferma la contrazione delle imprese coinvolte da situazioni di crisi. Il dato, infatti, è pressoché stabile a 324 imprese, mentre si riduce dell’8,18% il numero dei lavoratori complessivamente coinvolti.

La cassa integrazione ordinaria nel 1° semestre 2018 cala del 6,5% (passando da 6.847 lavoratori del semestre precedente agli attuali 6.402) e quella straordinaria del 39,21% (che passa da 1.961 a 1.190), mentre si impennano del 59% le procedure di mobilità con un conseguente aumento del 118% dei licenziamenti (che salgono dai precedenti 393 agli attuali 856).

“Se consideriamo il calo degli interventi di cigs in riferimento alla ripresa decisa della mobilità, possiamo dedurre che alcune imprese abbiano finito il periodo di utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi e si trovano, quindi, nelle condizioni di dover procedere a riduzioni del personale”, osserva il segretario generale della Fim Cisl Lombardia, Andrea Donegà (nella foto accanto al titolo).  “E’ evidente che sebbene si registri una conferma della riduzione del ricorso agli ammortizzatori, le aziende metalmeccaniche lombarde faticano ad agganciare la ripresa ed occorre quindi che a livello regionale e nazionale si ritorni a fare politica industriale – aggiunge -. Preoccupano, inoltre, le ripercussioni dello stallo della vertenza Ilva e dei dazi di Trump sul tessuto industriale lombardo”.

La Fim Cisl Lombardia evidenzia la necessità di attuare strategie di sviluppo e di dotazione di infrastrutture digitali, per rafforzare i settori tecnologici, garantire l’accesso al credito per gli investimenti industriali e incentivare la sostenibilità. Infine è necessario intensificare la formazione dei lavoratori per garantire la crescita professionale e di competenze necessarie a rendere più competitive e forti sul mercato le imprese.

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