Appalti scolastici, segnali dalla politica

Fisascat Cisl e le altre sigle sindacali del terziario e servizi hanno diffuso un comunicato stampa in cui danno notizia un ordine del giorno che impegna il Governo nell’ambito della prossima legge di stabilità a “valutare l’opportunità di intervenire per porre fine ad un evidente iniquità” patita dalle lavoratrici e dai lavoratori degli appalti scolastici, e  più in generale dai lavoratori e lavoratrici con part time ciclici.

cislbrescia.it ne ha parlato a più riprese in occasione di varie manifestazioni di protesta che è possibile ripercorrere cliccando QUI.

“Il presidente dell’INPS Boeri – si legge nella nota stampa – rispondendo ad una domanda dell’on. Eva Lorenzoni nel corso dell’audizione del 19 luglio ha ribadito di aver chiesto al governo come operare.
Infatti, in mancanza di indicazioni l’INPS, è costretto a resistere legalmente alle richieste dei lavoratori di vedersi riconoscere i periodi di sospensione ai fini dell’accesso alla pensione. La mancanza di un intervento del Governo costringe quindi l’INPS a sobbarcarsi inutili spese di giudizio: solo in Lombardia sono circa 2300 le lavoratrici che hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di promuovere vertenze, il che comporterebbe per l’INPS oltre 21,6 milioni di euro di spese giudiziarie.

Il sottosegretario al lavoro Claudio Cominardi si è più volte espresso pubblicamente per sanare le discriminazioni che vivono le lavoratrici degli appalti scolastici.  I Deputati Simona Bordonali e Eva Lorenzoni della Lega, Marina Berlinghieri e Alfredo Bazoli del Partito Democratico si sono impegnati a portare avanti i temi sollevati dalle organizzazioni sindacali, ovvero la disparità nell’accesso alla pensione e la mancanza di qualsiasi reddito nei periodi di sospensione scolastica per le addette ai servizi scolastici.

Non si comprenderebbe perchè, a fronte di queste palesi discriminazioni, il Governo non dovrebbe porre fine con la prossima legge di stabilità a queste ingiustizie. Continueremo nelle iniziative di pressione affinché alle parole seguano i fatti”.

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