Il lavoro nero pesa sulla collettività per 20 miliardi di euro l’anno

In Italia ci sono un milione e mezzo di persone che lavorano completamente in nero. Un esercito di gente che non paga le tasse (e sicuramente si lamenta perché i servizi che le tasse dovrebbero garantire – dalla sanità alla scuola, all’assistenza, alla tutela del territorio – non sono come dovrebbero) e che non versa i contributi per la pensione.

A quantificare il fenomeno è stavolta la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro che ha elaborato i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Ogni tre aziende ispezionate si riscontra un lavoratore “in nero” (il tasso è 2,9) con una evasione fiscale e previdenziale stimata ogni anno attorno in 20 miliardi di euro.

Nel corso 2017 sono state ispezionate 160.347 aziende. Di queste, il 64,5% (un punto e mezzo percentuale in più rispetto all’anno precedente) sono risultate con qualche forma di irregolarità per almeno un rapporto di lavoro.

Il numero complessivo dei lavoratori coinvolti è invece diminuito di 200mila, grazie anche agli interventi mirati della vigilanza dell’Ispettorato – rileva lo studio della Fondazione – che ha potuto applicare il nuovo regime sanzionatorio sul Caporalato.

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